E l’Europa dà ragione a Deiana
La commissaria alla Concorrenza Vestager: «Gli aiuti alle compagnie sono nocivi»
CAGLIARI. Nella guerra tutta interna al Pd l’assist che nessuno si aspetta arriva dai 5 Stelle. L’europarlamentare Giulia Moi presenta una sua interrogazione sulle low cost e sugli aiuti di Stato. Ma la cosa più preziosa è la risposta che viene data dalla commissaria europea per la Concorrenza, Margrethe Vestager. «Gli aiuti concessi da uno Stato membro per influire sull’assegnazione delle capacità da parte di una compagnia aerea sono nocivi per gli altri Stati membri. Per questo motivo è necessario tutelare la parità di condizioni nel mercato interno del trasporto aereo.». In altre parole gli aiuti di Stato sono vietatissimi. Una prima interpretazione autentica delle norme europee in attesa della chiusura della procedura di infrazione per gli aiuti dati in passato dalla Sardegna. Ma queste parole sembrano rafforzare la posizione della Regione che in questi mesi ha evitato di sovvenzionare con soldi pubblici le tratte delle low cost.
La posizione della commissaria sembra molto più vicina alle parole dell’assessore Massimo Deiana che a quelle dell’europarlamentare Renato Soru. Senza perdere tempo l’assessore ha rilanciato le parole della Vestager. «Come era prevedibile, la commissaria europea Vestager ha ribadito l'assoggettabilità dei servizi di trasporto aereo alle regole del mercato. Le compagnie aeree continentali operano in un contesto molto competitivo e possono dar vita a una crescita significativa dei posti di lavoro nelle località in cui gestiscono basi e rotte. Per questo, la commissaria dice che gli aiuti concessi da uno Stato per influire sull’assegnazione delle capacità da parte di una compagnia aerea sono nocivi per gli altri Stati». La Vestager apre una finestra sulla possibilità di incentivare nuove rotte. «Ma non devono essere mai state percorse – continua Deiana –. Questi interventi, a noi ben noti perché previsti nelle ultime linee guida della Commissione del 2014 sono limitati, sia perché non ci sono nuove rotte da avviare, sia perché possono essere finanziate solo con il 50 per cento delle tasse di atterraggio. Ammesso che avessimo potuto attivare nuovi collegamenti ora inesistenti, nel contesto sardo questa misura sarebbe pari a 1,5 milioni per tutti e tre gli scali, una cifra del tutto trascurabile».
Ma per l’assessore le parole della Commissaria bastano per avere una conferma dell’atteggiamento prudente della Regione. Sullo sfondo lo scontro all’interno del Pd sulla politica dei trasporti. Soru ha ribadito anche in direzione la sua linea, lontana, differente da quella della giunta Pigliaru. E su Ct1 e sostegno alle low cost la frattura sembra insanabile. Gli effetti sembrano già concreti nella frattura tra le anime del partito. La fuga di Ryanair rischia di creare troppe turbolenze in una maggioranza a rischio schianto. (l.roj)
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