Nei centri storici si chiude bottega
Confcommercio: tra Sassari e Cagliari in sette anni persi 119 esercizi
SASSARI. Nei centri storici si chiude bottega. È l’indicazione che emerge dall’analisi condotta dall’Ufficio Studi di Confcommercio sulla base dei dati di Infocamere. A Sassari e Cagliari dati a doppia cifra sia nel commercio al dettaglio sia nel settore ricettivo.
I dati. Gli esperti hanno stilato due diverse tabelle prendendo in considerazione le città medie italiane fotografando la situazione negli anni compresi tra il 2008 e il 2015. La prima è una comparazione tra il commercio al dettaglio in sede fissa fatto in attività che si trovano nei centri storici e quelli che stanno al di fuori. I numeri dicono che nei sette anni presi in considerazione a Sassari hanno chiuso 84 attività nel centro storico e 92 al di fuori. Tradotto in termini percentuali rispettivamente -16,6% e -11,5%. A Cagliari è esattamente l’opposto: le chiusure al di fuori del centro storico (374; -19,4%) sono maggiori di quelle avvenute all’interno (35; -13,5%).
Alberghi e ristoranti. L’altro dato riguarda la variazione di serrande abbassate relativamente a bar, alberghi e ristoranti. In questo caso, a Sassari i dati viaggiono nell’ordine del 18-19% di chiusure sia all’interno che all’esterno del centro storico. A Cagliari, invece, le serrate nel centro sfondano quota 26%. In compenso, nelle altre zone la percentuale cala al 4,3%.
I macrodati. Emergono sostanzialmente due fenomeni: il primo, che negli ultimi sette anni nei centri storici delle medie città c’è stata una forte riduzione di negozi tradizionali, solo parzialmente attenuata dalla crescita del commercio ambulante. Il secondo, che nelle città è cresciuto il comparto turistico-ricettivo. «C’è dunque – si legge in una nota di Confcommercio - un concreto rischio di desertificazione commerciale dei centri storici che va assolutamente scongiurato per non creare disagi ai residenti e per rivitalizzare queste aree creando una maggiore coesione economica e sociale».
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