La Nuova Sardegna

L’allarme di Antonio Satta (Upc)

«No all’accorpamento dei comuni»

«No all’accorpamento dei comuni»

Una proposta di legge nazionale cancellerebbe 314 centri su 377

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CAGLIARI. I Comuni sotto i 5mila abitanti dovranno fondersi in un unico municipio. A presentare la proposta choc è stata una pattuglia di 20 deputati Pd, guidata dal marchigiano Emanuele Lodolini. Se passasse – è all’esame della commissione Affari costituzionali della Camera – 314 Comuni sardi su 377, l’84 per cento, sarebbero spazzati via. Il primo a tirar su le barricate è Antonio Satta, segretario dell’Upc e sindaco di Padru: «Vogliono certificare la morte – scrive – delle autonomie locali in Italia, dove il 70 per cento dei Comuni ha meno di 5mila abitanti. Con l’annunciato accorpamento, o con la soppressione, verrebbero cancellati secoli di storia e di crescita sociale» Per Satta «siamo di fronte a un attentato alla democrazia che, oltre a violare la Carta Costituzionale, non tiene conto delle esigenze dei singoli Comuni». È proprio l’Upc a sostenere che non è questa la strade per fermare lo spopolamento: «Con la continua chiusura di tanti uffici pubblici, Poste, scuole e caserme, i piccoli municipi vanno difesi non certo cancellati». La conclusione del segretario dell’Upc e consigliere nazionale dell’Anci è perentoria: «Sugli accorpamenti, la Costituzione prevede il referendum e non sono ammesse le scorciatoie».

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