La Nuova Sardegna

Il super lavoro degli ospedali

di Stefano Ambu
Il super lavoro degli ospedali

Il pronto soccorso ha curato decine di viaggiatori. I testimoni: ricordo solo il botto

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CAGLIARI. Alessia, 15 anni, è salita sul vagone alla fermata Policlinico. Una giornata che sembrava come le altre. E come sempre, nel viaggio verso la sua scuola, l'Eleonora d'Arborea, si è messa le cuffiette con la musica alle orecchie. Il rumore dello scontro, però, è stato più forte di tutto, anche della canzone che stava ascoltando, «Sì – racconta all'uscita della visita al Pronto soccorso accompagnata dai genitori – ho sentito un rumore fortissimo. E allo stesso tempo sono volata e sono stata sbattuta per terra». Paura di un attentato? «No – cerca di ricordare – ho pensato subito a un guasto. Ho aiutato la mia amica a raccogliere un po’ di roba volata nel pavimento. E siamo corse fuori dal vagone». Subito la chiamata a mamma e papà. Poi la visita al Brotzu: qualche punto in testa e una medicazione che spunta tra i capelli. Papà e mamma più rilassati rispetto a qualche ora prima.

«Ci ha chiamato- spiega il papà – molto agitata. Ci ha parlato di un incidente, ci ha rassicurato sulle sue condizioni. Pensavo a uno scontro tra auto e treno: invece no, non era andata così». Storie molto simili: la metro, per chi abita a ridosso della 554, sta diventando un punto di riferimento fondamentale per andare a scuola ogni mattina. È stato così ieri, anche per Davide Taccori, 18 anni, studente della V dell'istituto Bacaredda. È salito alla stazione Gottardo, a Monserrato, direzione piazza Repubblica, penultima tappa prima dell'arrivo a scuola dietro piazza Giovanni XXIII.

«Eravamo appena ripartiti – racconta –. Pochi metri e c'è stato l'impatto: sono stato scaraventato per terra. Tanta gente era riversa nel pavimento: c’era sangue, pezzi di vetro». Sta tutto sommato bene. A parte il mal di schiena. E lo schermo del telefonino in frantumi. Un’altra storia. Andrea, 17 anni, studente del Martini, esce dal Pronto soccorso con un collare e un bernoccolo in testa. «È successo tutto all'improvviso – racconta – ho visto tante persone catapultate da una parte all'altra del vagone». Ricordi ed emozioni che riemergono: «A un certo punto l'autista ha urlato e ha frenato subito dopo. Poi il botto». Azzurra, 18 anni, frequenta l'Istituto Pertini a Cagliari. Non sarebbe dovuta essere sulla metro, non a quell'ora, in genere prende il treno precedente. «Ero in piedi quando è successo, non c'era posto a sedere, e stavo ripassando». Poi lo scontro. Sul posto sono subito scattati i soccorsi, un via vai di ambulanze per trasportare i feriti. Quattro gli ospedali coinvolti. All’ospedale Brotzu ne sono stati condotti 21, altri 17 sono stati assistiti al Santissima Trinità, 19 all’ospedale Marino e 13 al San Giovanni di Dio.

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