La Nuova Sardegna

Anche una bomba carta nella guerra del campanile

di Giovanni Maria Sedda
Anche una bomba carta nella guerra del campanile

L’esplosione nel cortile di Gian Gavino Murgia, da 32 anni dipendente comunale La vittima: «L’attentato è legato alla petizione che chiedeva lo stop ai rintocchi»

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OLZAI. Il boato di una bomba carta copre il rintocco delle campane e in paese serpeggia la paura. Tensione altissima a Olzai dopo l’intimidazione di cui è rimasto vittima il dipendente comunale Gian Gavino Murgia. Poco prima delle 22 di sabato 16 gennaio, una bomba carta di notevole potenza è stata fatta esplodere nel cortile della sua abitazione. A dare la notizia dell’attentato è stato il sindaco Ester Satta, che ha condannato il grave gesto, ma tutta l’amministrazione comunale, maggioranza e minoranza, ha espresso stima e solidarietà a Murgia e ai familiari.

«Un atto di prepotenza e arroganza – ha detto il sindaco – che suscita indignazione e amarezza e, soprattutto, un senso di impotenza in noi amministratori e per chi continua a credere nella legalità, nelle istituzioni e nella giustizia. Di fronte ad episodi di tale gravità non si può rimanere in silenzio lasciando le persone offese in solitudine, perché non viene colpita soltanto la persona che ne è vittima, ma l’intera comunità.

Ma perché una “bomba carta” è stata fatta esplodere nel cortile della casa dove abita un olzaese stimato che da 32 anni lavora alle dipendenze del Comune e soprattutto, al servizio della popolazione? «L’intimidazione – ha sostenuto la vittima dell’attentato, Gian Gavino Murgia – è riconducibile alle libere e fuorvianti interpretazioni della petizione presentata nel settembre 2013 al sindaco di Olzai e al vescovo di Nuoro. Un documento con il quale 164 firmatari chiedevano l’adozione di provvedimenti per la tutela della salute e quiete pubblica nell’abitato, compresa l’attenuazione dell’intensità dei rintocchi, la frequenza e la durata del suono delle campane. Ma non siamo stati noi a pretendere lo spegnimento delle campane per le funzioni religiose e l’orologio del campanile della chiesa parrocchiale di San Giovanni, è stato il Vescovo di Nuoro a farlo. Da quel momento, in paese si sono scatenate tensioni e malumori. Così, a ottobre 2013, ero stato oggetto di scritte offensive. Dopo 3 anni di silenzio, in paese si sono riaccesi gli animi per la pubblicazione della lettera aperta al vescovo inviata dal sindaco Ester Satta. Mercoledì scorso, monsignor Mosè Marcia è arrivato a Olzai per una riunione preparatoria alla visita pastorale, che è stata sfruttata per riaccendere le polemiche e scaricare ingiustamente tutta la responsabilità del silenziamento delle campane nei confronti dei firmatari della petizione».

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