La Nuova Sardegna

Autorità portuale a Cagliari? Da Roma solo un’indicazione

di Silvia Sanna
Autorità portuale a Cagliari? Da Roma solo un’indicazione

La Regione ribadisce l’autonomia nella scelta della sede Al via lo studio sui numeri dei diversi scali isolani

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SASSARI. Messaggio per il Nord Sardegna: nulla è perduto. Dalla Regione arrivano segnali rassicuranti: sulla Port Authority a Cagliari ancora non ci sono certezze. Dopo il decreto del governo che ha assegnato al capoluogo l’unica Autorità portuale dell’isola, la situazione è ancora in evoluzione. Il decreto, infatti, non rappresenta una imposizione ma solo una indicazione. La Regione ribadisce quanto detto nelle scorse settimane: sarà la giunta a stabilire la sede, sulla base di una serie di valutazioni sui più importanti scali isolani.

Il governo dice Cagliari. Nel decreto del governo Renzi che ha ridotto il numero delle Port authority da 27 a 15, la sede sarda è Cagliari. L’indicazione ha sollevato un mare di polemiche, il Nord Sardegna grida all’ennesimo scippo e mostra i dati sul traffico passeggeri: Cagliari, nella classifica guidata dallo scalo di Olbia, è solo quarta. Al secondo e terzo posto ci sono Porto Torres e Golfo Aranci, cioè gli scali che tutti insieme formavano l’Autorità portuale del Nord Sardegna. Perché allora scegliere Cagliari? La Regione dice che la ragione potrebbe essere questa: Cagliari è il capoluogo regionale ed è anche l’unico porto core, cioè strategico a livello Ue inseriti nella rete Transeuropea. Stop: dietro l’indicazione non ci sarebbe alcuna valutazione, alcun raffronto con i numeri degli altri scali isolani.

La Regione rilancia. Le valutazioni spettano infatti alla Regione, che sull’indicazione del governo può intervenire portando motivazioni che spingono a scegliere un’altra sede per la Port authority regionale. Lo studio dei numeri è già iniziato: saranno prese in esame le caratteristiche degli scali, il traffico passeggeri, il movimento delle merci, la posizione, il numero di container che vi operano. Il verdetto non sarà emesso a breve: il decreto del governo Renzi dovrà prima essere esaminato dalla conferenza Stato-Regioni, che emetterà un parere non obbligatorio ma vincolante.

Il dialogo. La Regione non si sente offesa, il governo non avrebbe calpestato le sue prerogative. Quelle che, come annunciato pochi minuti dopo l’approvazione del decreto, vuole esercitare. «La Regione, pur condividendo l’ottica della razionalizzazione a livello nazionale, intende scegliere la sede più adatta a garantire una gestione equilibrata del sistema portuale sardo nel suo complesso».

Le stranezze. L’avvio del confronto con il governo servirà anche a capire la ragione di alcune stranezze: il decreto stabilisce che la nuova “Autorità di sistema portuale del mare di Sardegna” comprenda oltre a Cagliari, Olbia, Porto Torres, Golfo Aranci, Oristano, Portoscuso-Portovesme e Santa Teresa. Mistero su Arbatax e Sant’Antioco: la Regione chiederà che i due porti non restino fuori.

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