M5s al Tecnocasic, visita con rissa
L’europarlamentare Moi chiama la polizia e accusa di sessismo un dirigente
CAGLIARI. Bloccata ai cancelli del Tecnocasic per i controlli di routine, l’europarlamentare del M5s Giulia Moi ha chiesto l’intervento della polizia, poi la sua visita all’impianto di termovalorizzazione dei rifuti è finita tra urla e minacce di denuncia incrociate. Erano passate da poco le 14 quando la parlamentare e il suo staff hanno bussato all’ingresso del Tecnocasic, dove il personale ha applicato il regolamento di sicurezza. La Moi non ha gradito il contrattempo e ha telefonato in Questura. Superato il problema grazie all’opera di pacificazione condotta dagli agenti, la rappresentante dell’assemblea di Bruxelles ha spiegato davanti a una telecamera che avrebbe chiesto «quali sono i valori delle tossine (poi corretto in diossine, ndr) perché non sono stati mai resi noti». La visita era rivolta proprio a verificare se negli impianti di trattamento dei rifiuti in Sardegna vengano rispettati gli standard di sicurezza e di tutela della salute. Una verifica importante, che da sempre fa parte del programma politico del M5s, contrario alla costruzione e all’uso dei termovalorizzatori. La parlamentare europea ha chiesto i dati ma ha voluto anche vedere di persona gli impianti principali. Nel corso della visita però è accaduto un altro piccolo incidente: l’obiettivo della telecamera è finito quasi sulla faccia del dirigente Domenico Giuseppini, che l’ha scherzosamente baciato scatenando la reazione della Moi: «È un atto sessista» ha quasi urlato la rappresentante del M5s. Da qui un alterco molto vivace, concluso solo quando è arrivato sul posto un altro dirigente. Ma sono bastati pochi minuti perché lo scontro si ripetesse, con minacce di denuncia e un clima divenuto rovente. Quando poi la Moi ha chiesto dove fosse la toilette per le donne e l’ha trovata occupata è partita l’ultima raffica di proteste. (m.l)
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