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intervista/il vescovo di campobasso

Bregantini: in Italia problemi più seri delle relazioni gay

di Paolo Sacredo
Bregantini: in Italia problemi più seri delle relazioni gay

ROMA. «Spero davvero in una grande partecipazione. Non sarà una manifestazione contro qualcuno, ma a favore delle famiglie fatte da uomo e donna». Monsignor Giancarlo Bregantini, arcivescovo di...

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ROMA. «Spero davvero in una grande partecipazione. Non sarà una manifestazione contro qualcuno, ma a favore delle famiglie fatte da uomo e donna». Monsignor Giancarlo Bregantini, arcivescovo di Campobasso, guarda con entusiasmo al Family day del 30 gennaio, che le associazioni hanno pensato di spostare da piazza San Giovanni al Circo Massimo perché prevedono la partecipazione di almeno 500mila persone. Bregantini è tra i vescovi più visibili della Chiesa italiana, da sempre attento alle questioni sociali e a quanto avviene nella politica italiana, da alcuni viene dato tra i papabili nel 2017 alla successione di Bagnasco alla presidenza della Cei.

Monsignore, come giudica la presa di posizione del cardinale Bagnasco il quale domenica scorsa ha detto che il Family day è condivisibile?

«È compito dei laici manifestare, ma serviva chiarezza, ci voleva. Ha fatto bene il cardinale a entrare in gioco. Ora in molti si stanno mobilitando affinché la manifestazione riesca».

Possiamo pensare a una forma di riconoscimento delle unioni tra persone dello stesso sesso? Lo chiede una parte consistente della società, e anche in Parlamento molti cattolici pensano che sia giusto trovare una soluzione...

«Vede, le differenze sono fondamentali. Vediamo le api, passano di fiore in fiore e fecondano. Grazie a loro la biodiversità, la vita continuano. Ecco perché uomo e donna rispondono al disegno di Dio, ma anche naturale».

Ma la comunità omosessuale considera, appunto, del tutto naturale che anche in Italia si arrivi a normare le unioni gay. Non rischiamo solo una guerra di posizione?

«In Italia ci sono tanti problemi più importanti delle unioni civili, penso al lavoro, ad aiutare le famiglie dal punto di vista economico. Io parlo dal Molise, dove abbiamo la neve che ha paralizzato tanti centri, il terremoto che da giorni continua con tutta una serie di scosse. E invece si pensa ad altro. Per me sono i diritti individuali che devono essere tutelati».

Che cosa vuol dire questo?

«Che gli individui devono essere al centro dell’azione del legislatore, ma non si può creare un nuovo istituto che abbia l’ambizione di essere allo stesso livello del matrimonio tra un uomo e una donna. È pericoloso. Il piano soggettivo degli omosessuali va rispettato, ma quello oggettivo offerto dalla natura va custodito. Sul piano formativo ed educativo i piani vanno tenuti separati, e i termini da usare vanno scelti con attenzione. Ecco perché non possiamo sminuire il valore della famiglia».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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