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La nave salpa senza il tir il caso approda in Senato

La nave salpa senza il tir il caso approda in Senato

Tirrenia accusata di aver lasciato a terra un’azienda sotto contratto con Grimaldi Interrogazione di Lai (Pd) al ministro. La compagnia: il camion era in ritardo

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SASSARI. La “guerra” fra le compagnie di navigazione Grimaldi e Tirrenia approda sui banchi del parlamento. Il senatore del Pd Silvio Lai ha infatti presentato un’interrogazione al ministro dei Trasporti (e intende coinvolgere Antitrust e Agenzia nazionale dei Trasporti) su quanto sarebbe accaduto all’imbarco dei camion sulla tratta Porto Torres Genova. Secondo il senatore Lai, che ha raccolto una segnalazione, una delle società di trasporto merci si sarebbe vista rifiutare l’imbarco dei propri mezzi da parte di Tirrenia. Una vicenda analoga, un paio di mesi fa, aveva coinvolto un’altra azienda di trasporto merci.

In un primo momento Tirrenia avrebbe parlato di debiti pregressi (peraltro già saldati), poi ha spiegato che i camion frigo erano arrivati in ritardo rispetto all’ora prevista per l’imbarco. Silvio Lai sottolinea però un particolare: la società di trasporti di recente ha sottoscritto un contratto con la Grimaldi sulla tratta Olbia-Livorno e il senatore del Pd si chiede se «i due fatti sono in qualche modo legati? Se la risposta fosse affermativa ci troveremmo di fronte ad una sorta di abuso di posizione dominante sul mercato. Per di più in una condizione nella quale alcune di queste rotte sono sovvenzionate dallo stato». Il senatore del Pd conviene su una circostanza: i camion frigo sono arrivati realmente in ritardo (il limite è tre ore prima della partenza), come è accaduto ad altri automezzi che però sono stati imbarcati. Ma c’è un altro aspetto da sottolineare e cioé che i camion trasportavano carciofi destinati ai marcati nazionali. «Trattandosi di merci deperibili, la necessità di arrivare a ridosso della partenza è condizione praticamente indispensabile – aggiunge Silvio Lai –. Questo per impedire che gli ortaggi debbano essere tagliati e preparati per il viaggio con un anticipo che metterebbe a rischio la loro freschezza e dunque commerciabilità. Per chiarire ulteriormente: se la regola delle tre ore di anticipo venisse sempre seguita alla lettera il danno sarebbe gravissimo non tanto per le ditte che si occupano di trasporti ma anche per gli stessi produttori sardi e, aggiungiamo, anche per i consumatori».

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