La Nuova Sardegna

Un Istituto che unisce due isole

Un Istituto che unisce due isole

Sardegna e Corsica insieme per studiare i punti di contatto tra le due culture

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SASSARI. Un ponte tra la Sardegna e la Corsica per studiare cultura, storia e letteratura delle due isole separate da un braccio di mare. L’Istituto Sardo-Corso di formazione e ricerca ha un compito fondamentale. E non è un caso che come sede del nuovo sodalizio si sia scelto Perfugas, un comune bilingue che si trova proprio nel punto in cui il sardo e il gallurese si incontrano. Gli studi degli ultimi venti anni hanno dimostrato che il gallurese e il sassarese sono parlati da almeno sei secoli. Giunti dalla Corsica negli ultimi secoli del Medioevo, a poco a poco hanno preso molte parole e strutture del sardo. Per questo oggi gli studiosi le definiscono varietà sardo-corse. Non si tratta di dialetti ma di lingue regionali che grazie alla loro antichità si possono considerare lingue storiche della Sardegna. Cioè possono ambire al riconoscimento delle stesse tutele che la legge prevede per il sardo e il catalano di Alghero. Secondo il linguista Mauro Maxia che lo presiede «Si deve ripensare la politica linguistica regionale. Nessuna delle lingue ‘minori’ parlate in Sardegna deve essere messa in secondo piano. Tutte devono essere trattate con pari dignità e valorizzate attraverso il loro insegnamento nelle scuole». Fondatori dell’Istituto Sardo-Corso sono, oltre a Maxia, noti studiosi e scrittori come Giuseppe Tirotto, Alessandro Piga, Graziano Fois e Mario Scampuddu. Tra le attività rientrano la formazione degli insegnanti, corsi di studio, master e alta formazione, l’organizzazione di convegni, conferenze e dibattiti. Attività che potranno essere svolte direttamente ma anche attraverso convenzioni con enti e istituzioni.

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