La Nuova Sardegna

Il pm: Angelo Frigeri merita l’ergastolo

di Angelo Mavuli
Il pm: Angelo Frigeri merita l’ergastolo

Chiesto il massimo della pena e un maxi risarcimento di 720 mila euro. La difesa: la perizia psichiatrica è da rifare

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TEMPIO. Ergastolo. Questa la richiesta formulata nel tribunale di Tempio, (Gup Vincenzo Cristiano, cancelliere Maurizio Fara), dal Pubblico ministero Angelo Beccu durante l’udienza preliminare del processo contro Angelo Frigeri. L’uomo, 35 anni è accusato di avere ucciso nella loro casa di via Villa Bruna a Tempio nel maggio 2014 Giovanni Azzena, la moglie Giulia Zanzani e il loro figlio Pietro di appena 12 anni. Angelo Frigeri non era presenta all’udienza di ieri, difeso dall’avvocato Giampietro Cocco, è rimasto nel carcere di Bancali. Ha rinunciato all’ultimo a comparire.

I parenti. Erano presenti i parenti delle vittime. Il padre di Giulia Zanzani, Franco e la sorella Antonella. In aula anche il fratello di Giovanni Azzena, Giuseppe. Hanno rivissuto durante l’udienza la giornata di orrore. In aula sono state mostrate le immagini dell’eccidio. Assistiti dagli avvocati Filippo Orecchioni e Tore Diana.

Ergastolo. La richiesta del pm del carcere a vita per Angelo Frigeri è arrivata al termine di una lucida requisitoria davanti al gup, Vincenzo Cristiano che emetterà la sentenza, forse ai primi del mese di marzo dopo l’intervento della difesa, fissato già per il 15 febbraio. «La pena – ha detto il pm – dovrà avere come punti di riferimento: il dolore incommensurabile arrecato alle vittime di questi orribili delitti e la gravissima offesa arrecata al sentimento di umanità e ai pilastri fondamentali su cui si regge quel patto sociale di cui lo Stato di fa garante. Gli omicidi di Giulia Zanzani e di Giovanni Maria Azzena, aggravati dalle circostanze, sono a parere di questo ufficio uniti fra loro dal vincolo della continuazione per cui l’unica pena possibile è quella dell’ergastolo. L’omicidio di Pietro Azzena è estraneo all’iniziale disegno criminoso. Si tratta di condotta del tutto occasionale la cui esecuzione è dipesa dall’imprevisto e imprevedibile sopraggiungere del bambino sul luogo del delitto. Per lo stesso però l’unica pena possibile è quella dell’ergastolo».

Le aggravanti. Il pm nella sua requisitoria ha imputato a Frigeri anche altri tre reati: il furto del telefonino e del bancomat della vittima. L’uso della carta e la calunnia aggravata contro Giovanni Sini, indicato da Frigeri come possibile autore dei delitti. «Reati estranei – ha detto il pm –, al disegno criminoso in quanto la relativa evoluzione è maturata successivamente alla commissione dei primi due delitti. In conclusione ritenuto che l’imputato debba essere dichiarato responsabile di tutti i delitti a lui contestati, si chiede che Angelo Frigeri venga condannato alla pena finale dell’ergastolo». Il pubblico ministero non ha ritenuto che debba essere applicato, in virtù della celebrazione del processo con rito abbreviato, l’isolamento diurno. Maxi risarcimento. Lucide e puntuali le arringhe di Filippo Orecchioni prima e di Tore Diana poi che hanno chiesto fra l’altro, venga ridata dignità alla memoria delle vittime, oltraggiati da una morte orrenda. Chiesta anche una previsionale di 720 mila euro (120 mila per ciascuna delle sei parti costituitesi in giudizio).

La difesa. Il 15 febbraio sarà la volta della difesa. «Nel corso dell’udienza – ha detto in una brevissima dichiarazione l’avvocato Giampietro Cocco –, esporremo le nostre tesi sia sulle prove portate, sia soprattutto sulla perizia psichiatrica che contestiamo totalmente». Il riferimento dell’avvocato Cocco è alla precedente udienza quando dai periti nominati dalla, procura e dal tribunale, Angelo Frigeri era stato ritenuto capace di intendere e di volere. Per la procura di Tempio invece non ci sarebbero dubbi e l’unico autore della strage compiuta due anni fa è Angelo Frigeri cui va inflitto l’ergastolo.

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