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Sesso con l’allieva 13enne: docente in cella

Sesso con l’allieva 13enne: docente in cella

L’uomo ha 64 anni, è stato incastrato dai messaggini che scambiava con la ragazzina

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CAGLIARI. Un insegnante di 64 anni, Paolo Sorrentino, è stato arrestato ieri mattina dai carabinieri per aver avuto rapporti sessuali con una alunna di 13 anni e per aver palpeggiato una bambina di 10. La vicenda si è consumata tra l'estate del 2014 e il 2015. Il professore insegnava in una scuola media e, proprio tra i banchi di scuola, secondo quanto accertato dagli investigatori avrebbe conosciuto la ragazzina. Un rapporto tra professore e alunna che è uscito dalle aule della scuola, visto che la ragazzina - rende noto l’Ansa - ha anche frequentato dei corsi serali in un locale esterno all'istituto. La simpatia si è trasformata presto in amicizia. Il 64enne approfittando del suo ruolo e del fascino che aveva agli occhi della minorenne, sarebbe riuscito a convincerla ad avere rapporti sessuali ripetuti nel corso del tempo di cui i due «parlavano» apertamente via messaggi. E proprio quei messaggi hanno fatto scattare l'indagine sfociata oggi nell'arresto. La madre della ragazzina, notando strani comportamenti nella figlia, sempre più taciturna e riservata, si è insospettita. In un momento in cui la figlia era distratta la madre ha preso il telefono della ragazzina, è riuscita a sbloccarlo, e ha potuto leggere lo scambio dei messaggi tra lei e il professore. Gli sms risulta fossero inequivocabili: l’uomo e la ragazzina sembra descrivessero le serate ed i rapporti avuti. La donna si è rivolta ai carabinieri.

In pochi mesi i militari del Nucleo operativo della Compagnia di Quartu hanno trovato le conferme dei rapporti sessuali tra i due e scoperto anche che probabilmente l’uomo non si era fermato alle attenzione verso la tredicenne ma le aveva rivolte anche a una bambina di 10 anni che, secondo l’accusa, avrebbe palpeggiato.

Ieri mattina, su ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Giampaolo Casula su richiesta del pm Liliana Ledda, i carabinieri hanno arrestato l'uomo, che è stato rinchiuso nel carcere di Uta. Tra le motivazioni del gip ce n’era soprattutto una: che il professore potesse continuare a commettere il reato.

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