Cento animali uccisi a colpi di roncola Allarme a Dolianova
Seconda strage di pecore e capre in pochi giorni I malviventi hanno anche bruciato diverse balle di foraggio
DOLIANOVA. Nuovo inquietante episodio nelle campagne di Dolianova nella notte tra mercoledì e giovedì. Ignoti hanno sterminato a colpi di roncola il gregge (un centinaio di capi) di proprietà di Antonio Prasciolu, un allevatore di 54 anni di Dolianova, con alcuni piccoli precedenti penali contro il patrimonio. Il fatto è avvenuto intorno all’1,30 in località Sa Foghedda, alla periferia del centro abitato, nei pressi del campo sportivo, lungo la strada che conduce alla colonia montana. Sono stati uccisi un centinaio di capi di bestiame tra capre e pecore. I malviventi prima di allontanarsi hanno bruciato anche una ventina di balle di foraggio custodite all’interno di un capanno.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Dolianova guidati dal capitano Gabriele Porta. Un episodio analogo era successo il 18 gennaio, sempre nelle campagne di Dolianova, in località Valle della Luna. A colpi di roncola, furono uccise 40 pecore di proprietà dell’allevatore Luigi Cabboi di 69 anni, anch’egli residente nel paese del Parteolla. Anche in quella occasione vennero bruciate una ventina di balle di foraggio. I carabinieri non escludono che i due episodi siano collegati e che a commetterli sia stata la stessa persona. Potrebbe trattarsi di una ritorsione, di un atto intimidatorio, di un avvertimento o di una vendetta provocata da dissapori maturati nell’intricato mondo agro-pastorale.
Gli inquirenti non escludono alcuna ipotesi e stanno indagando a trecentosessanta gradi. L’allevatore non avrebbe fornito elementi utili per indirizzare le indagini. Si sarebbe, infatti, limitato a dire di non avere nemici e di non riuscire a spiegarsi il perché.
I carabinieri oltre ad aver interrogato l’allevatore hanno sentito diverse persone ed effettuato alcune perquisizioni domiciliari sull’esito delle quali mantengono il più stretto riserbo. Il nuovo episodio unanimemente stigmatizzato ha fatto crescere la preoccupazione e la tensione nel mondo agropastorale.
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