La Nuova Sardegna

Deriu: «Abbiamo salvato i posti di lavoro»

Il consigliere Pd è soddisfatto. Più critico il collega Zanchetta (Upc): la posizione di Olbia va rivista

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SASSARI. È stato uno strenuo difensore delle province, ora è il paladino della riforma Erriu, di cui è stato anche il relatore di maggioranza. Per Roberto Deriu, consigliere del Pd, quella intrapresa dalla giunta Pigliaru è la strada giusta. «Il valore di questa legge è culturale, smentisce l'idea che siano impossibili cambiamenti di quadro, rifacimenti complessivi dei sistemi ispirati a logiche coerenti, a principi politici, economici e sociali definiti e dichiarati – afferma l’ex presidente della provincia di Nuoro –. Mi piace paragonare la riforma Erriu a un trasloco. Le regole sono le stesse: cercare di non perdere nulla e trovare un posto dove dormire. Noi abbiamo agito in questo modo. Nessuno ha perso nulla e soprattutto i dipendenti delle ex Province hanno trovato un posto dove lavorare. E ognuno continua a fare quello che doveva fare. Non è stato interrotto nessun servizio, non sono previsti costi aggiuntivi per la macchina burocratica». Per Deriu la Sardegna ha oggi «un esempio, un modello. Non tanto nei contenuti, quanto nel metodo e nello spirito: la Sardegna si scopre capace di utilizzare l'Autonomia, atrofizzata da decenni di leggine senza sostanza e senza rilievo».

Nella maggioranza di centrosinistra ride amaro il consigliere dell’Upc, Piefranco Zanchetta, che mercoledì ha votato sì, a differenza del Pd Giuseppe Meloni, gallurese come lui, che ha detto no alla riforma. «La legge di riforma degli enti locali presenta molte criticità e buchi neri che dovranno essere colmati – dice –. C'è ancora molto lavoro da fare per garantire tutti i territori della Sardegna su un livello di pari dignità: in particolar modo la Gallura e Olbia, unica realtà in crescita dell’isola, meritano una considerazione più alta di quanto la nuova legge le conferisca». Zanchetta, comunque, non si dà per vinto. «La battaglia condotta assieme a Giuseppe Meloni all'interno della maggioranza per fare riconoscere al territorio e alla città di Olbia un ruolo più consono all'effettiva valenza strategica ed economica, prosegue con intensa determinazione. La legge non ci soddisfa, ma è un punto di partenza, perfettibile. Per la Gallura sarebbe stato meglio mantenere la provincia anzichè avventurarsi in un nuovo modello di architettura degli enti locali. Ci giochiamo tutto nel nuovo ambito territoriale strategico».

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