La Nuova Sardegna

Mater Olbia, dubbi sui cantieri a rilento

di Enrico Gaviano
Mater Olbia, dubbi sui cantieri a rilento

Inaugurazioni annunciate e saltate, autorizzazioni non richieste. Il sindaco: «Ma i lavori avanzano»

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OLBIA. Giorgio Oppi ha dato fuoco alle polveri sul Mater Olbia: «Noi sardi non abbiamo l’anello al naso – ha detto due giorni fa il leader dell’Udc –, non è stata avviata alcuna richiesta di autorizzazione per l’ospedale. Nonostante le rassicurazioni, per ora ci sono solo rinvii: nulla è partito, e chissà quando e se la struttura verrà aperta». Affermazioni dure che hanno trovato conferma anche da parte dell’assessore regionale Luigi Arru durante una seduta della commissione Sanità del consiglio regionale: «Le autorizzazioni per l’accredito dell’ospedale non sono state ancora richieste». In effetti, la Qatar foundation non ha ancora richiesto alla Regione le autorizzazioni necessarie, questo perché non c’è ancora un ospedale pronto da accreditare. Quello di Olbia, infatti, è ancora un cantiere che avanza in ritardo rispetto ai tempi previsti e incontra per strada difficoltà di ogni tipo. Le parole di Oppi, intanto, hanno provocato una levata di scudi in Gallura. Tutti sono convinti che la data di aprile, per l’apertura dei primi reparti, come sottolineato dal manager Qatar Lucio Rispo, sia attendibile.

Le reazioni. Gianni Giovannelli, sindaco di Olbia, ha accompagnato Rispo e Francesco Rocca della fondazione Monti, nell’ultimo sopralluogo. «Tutto sta procedendo. I lavori nel cantiere sono in corso e anche con tempi contingentati. Sono state potenziate le squadre per gli interventi. Il cronoprogramma è rigido. Non abbiamo segnali di disimpegno». Gian Piero Scanu, deputato Pd, e “padre” del Mater, liquida l’uscita di Oppi con una battuta. «Paradossale che uno come lui si metta a sindacare su una questione così delicata».

Il Mater unisce il territorio al di là degli steccati politici, tanto che anche Settimo Nizzi, deputato di Forza Italia, è convinto che la strada è giusta. «Io critico aspramente le politiche condotte da Renzi e Pigliaru in Gallura, in due hanno fatto disastri. Ma bisogna dar loro atto che sul Mater stanno facendo qualcosa di eccezionale per il territorio e per la Sardegna». Giuseppe Meloni, consigliere regionale Pd non ha dubbi. «Qualche perplessità – confessa – negli scorsi mesi l’ho avuta. Ma era dettata dai ritardi e dei rinvii. Ma le cose si stanno mettendo per il verso giusto e a breve tutto sarà in ordine».

Apertura rinviata. Le maggiori perplessità sulla vicenda sono state determinate dai rinvii della data d’apertura. A maggio, quando Renzi e Pigliaru arrivarono nel cantiere di Olbia, fu Lucio Rispo a dire che entro il primo dicembre il primo reparto sarebbe stato aperto. Poi però questa data è slittata e ora si parla di aprile, come lo stesso Rispo ha confermato anche ieri. A determinare i rinvii diversi problemi a cominciare da quello relativo ai parcheggi. Un terreno conteso fra il Comune e un privato che ha fatto richiesta di usucapione. Qatar Foundation ha presentato un nuovo progetto con i parcheggi dentro il compendio. Ritardi burocratici di vario genere hanno frenato i lavori. Come quello delle gru dei cantieri: smontate quelle vecchie del San Raffaele, è stato necessario chiedere nuove autorizzazioni all’Enac.

Pigliaru. Ieri l’incontro a Roma di Francesco Pigliaru con l’emiro del Qatar Al Thani. «Al primo posto c’è il Mater Olbia – ha affermato il governatore –. Ci siamo soffermati su una parte che ci interessa molto, quella della ricerca in ambito sanitario, valutando i potenziali sviluppi. Ci auguriamo che i tempi dell’apertura siano i più brevi possibili».

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