Addio a Rivette, inventò la Nouvelle Vague
È morto Jacques Rivette, uno dei grandi del cinema francese, regista, critico ma soprattutto cinefilo a 360 gradi, un’intera esistenza dedicata alla propria passione, fin dall’adolescenza quando aprì...
È morto Jacques Rivette, uno dei grandi del cinema francese, regista, critico ma soprattutto cinefilo a 360 gradi, un’intera esistenza dedicata alla propria passione, fin dall’adolescenza quando aprì un club nella sua città natale, Rouen, in Normandia. Aveva 87 anni. La notizia del decesso, avvenuto a Parigi, è stata annunciata dalla sua biografa Helene Frappat. Forse il più misterioso ed elusivo cineasta della sua generazione, la svolta nella vita per lui si ebbe quando, 21enne, dalla provincia si trasferì nella capitale. Lì conobbe quelli che sarebbero diventati gli altri pilastri della Nouvelle Vague: Francois Truffajut, Jean-Luc Godard, Eric Rohmer, Suzanne Schiffman e lo studioso Andrè Bazin. Passato dalla ’Gazzete du Cinemà ai celeberrimi “Cahiers”, dei quali fu caporedattore fra il 1963 e il ’65, volle a ogni costo passare dall’altra parte della barricata, cominciando la nuova carriera nelle modeste vesti di aiuto montatore, poi aiuto regista, anche attore, finchè nel 1956 non girò il fondamentale cortometraggio “Le coup du berger’: storia di un tradimento amoroso che si tramuta in beffa, è considerato la primissima espressione di quello che sarebbe diventato il movimento forse più fondamentale per l’evoluzione della settima arte.
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