In arrivo un miliardo e mezzo sino al 2020
CAGLIARI. Un miliardo mezzo da investire (194 milioni quest’anno) fino al 2020. Sono i finanziamenti in arrivo da Bruxelles e su cui la Sardegna ha da tempo un’idea: «Se prima la partita era sulla...
CAGLIARI. Un miliardo mezzo da investire (194 milioni quest’anno) fino al 2020. Sono i finanziamenti in arrivo da Bruxelles e su cui la Sardegna ha da tempo un’idea: «Se prima la partita era sulla quantità, o meglio ancora sulla velocità nella spesa, ora si è sposta sulla qualità dei progetti e su ottenere risultati duraturi». Lo ha detto il presidente della Regione Francesco Pigliaru al convegno sui fondi comunitari organizzato dagli eurodeputati del Pd. È stato il padrone di casa, Renato Soru, a dire per primo: «Uno degli obiettivi dell’Europa deve essere la formazione diffusa. Siamo indietro rispetto agli altri Continenti ma proprio grazie ai fondi europei possiamo recuperare terreno, ritornare a essere gli innovatori e puntare subito al mercato comune della digitalizzazione». Argomento che poco prima era stato ripreso dall’ex ministro Maria Chiara Carrozza: «Dobbiamo credere in quei grandi progetti territoriali capaci di mettere assieme i localismi e poi puntare a una visione di sviluppo oltre i confini finora conosciuti». È di fatto il progetto della giunta Pigliaru: «Oltre a ridurre lo storico divario nelle infrastrutture, con la programmazione unitaria fra fondi europei, statati e regionali – ha detto il governatore– abbiamo ristretto gli investimenti a delle macro-aree in cui le risorse umane sono al sempre al centro della scena, nella scuola nel lavoro e nel’agenda digitale ad esempio». Sono due i pilastri. . Il primo, evitare la parcellizzazione degli interventi che «in passato è stata una delle cause di fondi utilizzati male e spesso anche per colpa di un’Europa troppo incentrata sulla velocità della spesa». Il secondo è l’efficacia degli investimenti: «Dobbiamo far sì che la gente si accorga, tocchi con mano gli effetti dei bandi nei territori». Secondo il governatore, «ora è chiaro dove vogliamo andare e saremo rigorosi nel controllo della spesa». È una Sardegna che sempre più vuole integrarsi con le istituzioni europee, come tra l’altro ha ribadito a Bruxelles l’assessore al Lavoro Virginia Mura nel seminario sulle strategie per una maggiore qualità della macchina amministrativa. «È fondamentale – ha detto – muoversi come una squadra e solo così ritorneremo a essere competitivi», anche grazie ai fondi europei.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google