La Nuova Sardegna

L’artigianato prova a ripartire da Olbia

di Giampaolo Meloni
L'intervento del sindaco di Olbia Giovannelli alla conferenza
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L'intervento del sindaco di Olbia Giovannelli alla conferenza

Al via la Conferenza regionale voluta dall’assessore Morandi. Un’inaugurazione segnata da polemiche e diserzioni delle associazioni

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OLBIA. Cinquemila piccole imprese hanno chiuso i battenti negli ultimi anni. «Un disastro», sentenzia Francesco Morandi, che pronuncia il verdetto con amarezza particolare, perché nel cimitero delle aziendine c’è l’erosione dell’artigianato e delle sue articolazioni con il commercio, il turismo, l’agroalimentare, l’agricoltura, insomma tutte le competenze dell’assessorato regionale che il professore dell’università di Olbia governa e che è riunito in questa terza Conferenza regionale dell’artigianato convocata a Olbia al Geovillage, a trentatré anni dalla precedente (Cala Gonone) e 43 dalla prima (Alghero).

Qui c’è, in larga parte, quel minuto ma diffuso mondo della «Sardegna che produce» e che aspetta attenzione con strumenti, incoraggiamenti, norme, strategie, mercati, provato da lunga sofferenza e che si sente messo all’angolo dalle politiche regionali per lo sviluppo. La Cna, confederazione regionale dell’artigianato, lo ha detto senza mezzi termini. Fuoco amico per la giunta Pigliaru, ma da interpretare come un appello a maggiore considerazione, come ha detto la presidente regionale di Confartigianato Maria Carmela Folchetti.

Francesco Moradni non si intrattiene sulla polemica, e dopo avere sentito anche le venti pagine di osservazioni critiche e proposte offerte dal presidente di Casa artigiani Ignazio Schirru, finalmente può spiegare scelte e ragioni. Non può tralasciare le ingiurie del tempo che derivano al comparto da trentatré anni di afasia o di attenzioni profuse a considerare l’artigianato in modo esclusivo con ceramiche e tappeti. «Deficit di ascolto», lo definisce Morandi. Il punto oggi è recuperare il tempo e macinare scelte efficaci. «Il destino della Sardegna è nel valore del saper fare, perché c’è una Sardegna che produce e questo lavoro fa sviluppo, in tutti i settori collegati. E fa crescere anche le nuove forme di artigianato, come quello digitale che conta oggi nell’isola seimila imprese». Che deve fare la Regione? «Deve dare sicurezza alle imprese, deve metterle nella condizione di salvarsi». L’indicatore segna emergenza: «Siamo all’ecatombe», dice l’assessore. «Dobbiamo scongiurare la voragine occupazionale, tante aziende sono così in sofferenza che neppure si possono permettere di chiudere». La Regione, giunta in carica, non è stata a guardare: Morandi ricorda tante misure, tra queste il mutuo di 600 milioni per opere pubbliche e piccole infrastrutture per rivitalizzare un poco l’economia. In una terra con 5 imprese artigiane ogni cento abitanti e 311 paesi sotto i mille abitanti, l’artigianato è la prima voce dell’economia. «Ora è il tempo dell’ascolto, per costruire insieme. La strada è possibile», dice recuperando sulle polemiche.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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