La Nuova Sardegna

Bonifica dell’Arenosu, arriva il finanziamento

di Gianmario Sias
Bonifica dell’Arenosu, arriva il finanziamento

Lo ha annunciato l’assessore regionale alla Sanità Arru Manconi: «La barbarie dei campi va eliminata dappertutto»

3 MINUTI DI LETTURA





ALGHERO. Per essere colto nella sua portata complessiva, un processo come quello innescato un anno fa dal Comune di Alghero attraverso la chiusura del campo nomadi ha bisogno di lasciare segni tangibili, tracce visibili di un cambiamento positivo. Il primo sarà il recupero della pineta dell’Arenosu, alle porte di Fertilia, che sino al 29 gennaio del 2015 ospitava la comunità rom di Alghero. Si tratta di un’area di straordinario valore ambientale, a ridosso dell’ecosistema lacustre del Calick, vicino al mare, praticamente in città.

Sarà bonificata. Il finanziamento regionale da 1milione e mezzo di euro stavolta è certo. L’ha deciso la giunta presieduta da Francesco Pigliaru, che ha inserito la bonifica tra gli interventi da sostenere attraverso l’accordo tra Stato e Regione, ormai prossimo alla firma. La Regione metterà a disposizione di Laore la somma per porre fine a un’epoca. Secondo i progetti, 300mila euro saranno destinati alla pulizia del terreno in superficie, rimuovendo ogni genere di rifiuto abbandonato. Il resto sarà utilizzato per la verifica delle falde e la bonifica in profondità di tutta l’area interessata. Ma la sparizione di ogni traccia dello scempio attuale sarà un traguardo ecologico molto più complesso.

«L’invenzione del campo nomadi è stato, e tuttora rappresenta, il principale fattore di quell’ostilità nei confronti di rom e sinti che investe larghe zone della cultura del nostro Paese». Così Luigi Manconi, presidente della commissione Diritti civili di Palazzo Madama. «Il campo – ha spiegato Manconi – è un fattore di ghettizzazione e di auto-ghettizzazione, che, gioco forza, si è trasformato in un veicolo di distorsione della mal interpretata identità cui si sente costretto chi ci abita». Il senatore del Partito democratico è intervenuto ieri al convegno “Alghero, una città per tutti”, dedicato al racconto di un anno senza campo nomadi. Manconi ha parlato anche della possibilità che il processo in atto sulla Riviera del corallo possa diventare un modello per altre realtà. «In città come Milano, Roma o Torino questi luoghi orribili che sono i campi nomadi contribuiscono a sedimentare e a rafforzare il flusso d’odio indirizzato contro i rom e i sinti nella loro totalità», è stata la denuncia di Manconi.

Al dibattito ha partecipato anche l’assessore regionale alla Sanità, Luigi Arru. Annunciando l’arrivo del finanziamento per la bonifica dell’Arenosu, Arru ha confermato che «la Regione vuole proseguire accanto al Comune con l’idea di continuare a fare di Alghero una città aperta, una città europea». È stato fatto un bel passo avanti, ma c’è ancora tanto lavoro da fare. «Da un anno ho avuto la possibilità di avere una vera casa, di avere un tetto. Ma ancora non ho avuto la possibilità di un vero e proprio lavoro», è la testimonianza di Alessandra Hadzovic, donna giovane e determinata, moglie e madre. «Ancora non abbiamo maturato un diritto del genere – racconta – Le cose potranno cambiare davvero soltanto quando non dovremo più andare a chiedere i soldi ai servizi sociali per pagare una bolletta». «La mia vicina di casa è la persona migliore al mondo – ha detto Alessandra – Sono rimasta molti mesi senza corrente elettrica e lei mi ha permesso di collegarmi alla rete Enel da casa sua, con una prolunga». La costruzione di un modello procede anche per tentativi e attraverso gesti spontanei.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Carabinieri

Follia nella notte, al culmine della lite estrae una pistola e spara: ferito un giovane – Cosa è successo

Le nostre iniziative