Cinema in Sardegna, i vecchi fasti sono lontani
Nel 1964 Sassari contava 8 sale, mentre Olbia aveva 1500 posti a sedere
SASSARI. Dal cinema, dunque, arrivano segnali di ripresa. Ma i vecchi fasti sono un lontanissimo ricordo. Oggi riaprono alcune sale che si sono adeguate al digitale, ma molti di più sono i vecchi cinema chiusi. A Sassari nel 1964 si contavano 8 sale. Allora era una delle pochissime città italiane in cui i film venivano presentati in anteprima per essere testati. Dall’Ariston, chiuso nel 2011, al Quattro colonne che si è arreso nel 2013, dal Verdi, che l’anno scorso ha ripreso la sua attività teatrale, all’Astra, che ha abbassato il sipario dopo un lungo periodo a luci rosse, ma attende di essere riaperto al pubblico dopo il restauro.
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Ma 50 anni fa c’erano anche lo Smeraldo, il Ferroviario e il Rex, dove nel 1973 Dario Fo fu arrestato durante uno spettacolo. Di quei cinema di allora è rimasto aperto solo il Moderno, che si appresta a diventare il primo multisala di Sassari. In quegli anni anche Olbia poteva contare su almeno 1500 posti in sala. L’Astra, chiuso da quasi 30 anni, ne aveva mille (e per anni ha ospitato il Festival del cinema indipendente che ebbe per ospiti Antonioni, Loy, Sordi e Vitti) e 500 all’Olbia, l’unico oggi aperto in città, anche se con uno stop di 7 anni. Nuoro di cinema ne aveva addirittura 5: il Pidocchietto, l’Astra, l’Eliseo, l’Arena giardino estiva e Le Grazie, gestito dai Padri Giuseppini. Sale che si sono dovute arrendere da un lato alla crisi del settore, dall’altro all’avvento del multisala. Che a Nuoro ha tagliato il nastro nel 2007. (al.pi.)
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