Stato di agitazione nelle carceri
Azione unitaria dei sindacati: personale sotto organico di 360 unità
CAGLIARI. Lo stato di agitazione del personale degli istituti penitenziari della Sardegna è stato proclamato dalle sette sigle sindacali del settore per denunciare «l’incuranza, la mancanza di incremento degli organici, di adeguamento delle strutture carcerarie, della dotazione di mezzi efficienti e sicuri e della dotazione di risorse adeguate che consentano una normale operatività nel sistema penitenziario nell’isola». Una rivendicazione complessiva dietro la quale – secondo quanto riportato in una nota congiunta di Cgil Fp-Pp, Fns Cisl, Uilpa, Uspp, Sappe, Osapp e Sinappe – ci sarebbe lo sfascio pressoché totale del settore carcerario sardo. Le segreterie regionali hanno inviato una dettagliata nota al ministro della Giustizia, Andrea Orlando, e a tutte le autorità competente in campo regionale e nazionale, per segnalare tutta una serie di problemi che investono la categoria. Sul fronte del personale, la pianta organica ministeriale prevede 1.834 unità operative. Al primo gennaio 2016 ne risultano 1.474. «Mancano 200 unità tra ispettori e sovrintendenti, con la sorveglianza dei reparti fatta dagli assistenti capo in netta violazione della normativa vigente». Le carceri sardi, a fronte dei 10 istituti di pena, sono affidate a soli 5 direttori. (l.o.)
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