Lavoro, ancora troppe le emergenze
Da nord a sud migliaia di posti a rischio: chimica verde, Cedi Sigma, Ottana Energia. Spiraglio per i dipendenti Eurallumina
SASSARI. Il Sulcis Iglesiente ha deciso di scendere in piazza per il lavoro. Una manifestazione generale per chiedere risposte a domande poste da ormai troppo tempo. Il sud ovest dell’isola è la zona più povera d’Italia, il 74 per cento dei giovani non ha una occupazione, ma è solo la punta dell’iceberg. La questione lavoro interessa tutta l’isola. È vero che nel 2015, dopo anni di stagnazione, l’asticella degli occupati ha ripreso a salire mentre quella dei disoccupati a scendere, ma da nord a sud, dalle zone interne alle coste, sono migliaia le persone che ancora attendono risposte sul loro futuro. Una serie di vertenze aperte che non riescono a trovare soluzione. Situazioni che si protraggono da anni, come Alcoa o Eurallumina, altre che invece sono esplose quasi a sorpresa.
Chimica. È il caso della chimica verde, su cui Porto Torres, e in generale la Sardegna, puntava per lasciarsi alle spalle il dramma della chiusura del Petrolchimico arrivando alla assunzione di 800 persone. Un futuro che però sembra parlare già al passato. L’Eni, infatti, ha deciso di cedere le sue quote di Versalis e disimpegnarsi così dal polo green. Un addio che rischia di lasciare a piedi gli attuali 250 lavoratori, tra diretti e indiretti.
Cedi Sigma. Un’altra emergenza lavoro nel nord dell’isola è quella del gruppo Cedi Sigma di Codrongianos, leader nella distribuzione alimentare. 190 lavoratori che hanno perso il posto a luglio dopo il fallimento delle trattative tra i sindacati e il consorzio Europa Sigma Italia che sembrava intenzionato a rilevare l’azienda. Un nulla di fatto che ha fatto partire le lettere di licenziamento. Una lotta per il lavoro che i 190 ex dipendenti portano avanti ogni giorno nel presidio davanti alla loro ormai ex azienda.
Il caso Ottana. Nel centro Sardegna la situazione più difficile si registra nel Nuorese, dove il 30 dicembre Ottana Energia ha fermato le macchine dopo che Terna ha messo fine al regime di essenzialità. Uno stop che rischia di mettere in ginocchio l’area industriale di Ottana, con pesanti ricadute sulle altre aziende del territorio.
Eurallumina. Chi, invece, inizia a pensare positivo sono i lavoratori della Eurallumina di Portovesme. Dopo una lunga battaglia a fine anno la conferenza di servizi ha dato l'ok alla valutazione di impatto ambientale alla ripresa produttiva. Un piano che prevede l'assunzione di 357 lavoratori diretti, 270 degli appalti per la realizzazione delle opere per 36 mesi, oltre ai servizi, mense, trasporti, fornitori e tutto l'indotto. La speranza è che entro l’estate si aprano i cantieri.
Saremar. Possono pensare positivo anche i lavoratori della Saremar. La compagnia di navigazione pubblica che collega le isole minori cesserà ufficialmente di esistere il 31 marzo. I marittimi sono 167, chi vincerà il bando dovrà impegnarsi a riassumerli tutti. (al.pi.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
