Camere di commercio, no ai tagli
Sit in dei dipendenti davanti al Consiglio regionale. Ganau: faremo la nostra parte
CAGLIARI. Sono circa 50 i dipendenti delle Camere di commercio della Sardegna che rischierebbero di perdere il loro posto in seguito alla riforma Madia. Contro il rischio tagli è stato organizzato ieri da Cgil, Cisl e Uil un sit in sotto il palazzo del consiglio regionale a Cagliari per chiedere un intervento deciso per scongiurare l’emorragia occupazionale. «Cagliari non dovrebbe subire modifiche, ma è possibile che Oristano e Nuoro vengano accorpate a Sassari – attacca Nino Cois, segretario generale Cgil funzione pubblica –. La legge nazionale non prevedeva il sacrificio del personale e invece le ultime direttive sembrano andare in un'altra direzione: si rischia un taglio del 25 per cento. Oltre alla cinquantina di contratti a tempo indeterminato, rischiano di rimanere senza impiego anche molti lavoratori precari che, nelle camere di commercio, sono circa il 30 per cento». Una quarantina i manifestanti che con fischietti, cartelli e bandiere hanno cercato di far arrivare la loro protesta dentro il palazzo.
Missione riuscita. Infatti, il presidente del Consiglio, Gianfranco Ganau, ha incontrato una delegazione e ha espresso la sua contrarietà al taglio del personale. «Non siamo ovviamente a favore di alcuna riduzione dei dipendenti, nè tantomeno a tagli indiscriminati al personale delle Camere di commercio della Sardegna – sostiene Ganau –. Faremo la nostra parte se, quanto contenuto nel decreto legislativo del sistema camerale, avrà le tragiche conseguenze denunciate». Presenti i presidenti di commissione Francesco Agus e Gavino Manca. Una delegazione è stata ricevuta anche dall’assessore Cristiano Erriu e dal capo di gabinetto della Presidenza Filippo Spanu. «La Regione – si legge in una nota – valuterà le azioni possibili affinché l’iniziativa del governo non abbia l’effetto di ridurre la quantità e la qualità dei servizi essenziali erogati. Un passo fondamentale, relativamente ai servizi essenziali, consisterà nell’ agganciare il processo della legge Delrio a quello della Riforma degli Enti locali. Per quanto riguarda i servizi non essenziali si valuta di intensificare dei rapporti fra Regione e Camere di commercio». (al.pi.)
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