Fuga di Ryanair, oggi manifestazione a Cagliari
Dopo l'annuncio choc della compagnia low cost, i dipendenti dello scalo di Alghero si ritroveranno davanti al consiglio regionale per ricordare all'assemblea dei sardi i rischi di un default dello scalo e le gravissime ricadute economiche per il territorio del nord-ovest dell'isola
SASSARI. Dal prossimo primo aprile (e purtroppo non è il classico scherzo) Ryanair cancellerà ben 22 collegamenti dalla Sardegna, per l'esattezza 14 dell'aeroporto di Alghero e 8 da quello di Cagliari. Ma c'è di più: ieri martedì 2 febbraio la compagnia irlandese - in aperta polemica con il governo nazionale perché sono aumentate di 2,5 euro le tasse aeroportuali - ha anche annunciato che dal 31 ottobre chiuderà la base nello scalo di Fertilia, inaugurata il 30 marzo del 2009. In pratica su Alghero resteranno attive appena 3 rotte. E ora il nord-ovest dell'isola trema.
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A parte i comprensibili danni all'economia del territorio e il problema dell'isolamento dei residenti, per quanto riguarda lo scalo algherese si profila un futuro quanto mai incerto. Ed è per questo motivo che stamattina 3 febbraio una delegazione di dipendenti della Sogeaal (la società che gestisce lo scalo) e di rappresentanti sindacali manifesterà a Cagliari, di fronte al consiglio regionale. Obiettivo: spiegare all'Assemblea dei sardi il rischio di un default.
Favorevoli alla privatizzazione, i lavoratori chiedono però che i termini per la presentazione delle offerte sia posticipato, almeno sino a quando non sarà noto l’esito della procedura di infrazione. E nel frattempo chiedono alla Regione di ricapitalizzare per evitare il fallimento. Nel frattempo i dipendenti non in servizio e non presenti a Cagliari incontreranno il direttore generale di Sogeaal, Mario Peralda, per parlare di “modifica degli assetti organizzativi aziendali”.
Sull'annuncio della compagnia Ryanair di lasciare la base di Alghero in autunno, l'assessore regionale ai Trasporti Massimo Deiana precisa che «in realtà la protesta della compagnia è rivolta contro la decisione del governo di aumentare le tasse aeroportuali che i vettori tradizionali scaricano sui biglietti ai passeggeri mentre Ryanair non può farlo e non incassa la maggiorazione».
Per quanto riguarda le possibili misure da attuare a breve termine, l'assessore conferma la sua contrarietà ad azioni mentre la Regione si trova ancora sotto infrazione così come ad interventi diretti presso questa o quella compagnia che sarebbero una «turbativa d'asta». La strada maestra, spiega, «è quella di gare aperte ad evidenza pubblica e non appena conosceremo le decisioni della Commissione lavoreremo ad un nuovo modello di continuità. Abbiamo fra l'altro 30 milioni di risorse aggiuntive stanziate dal governo nazionale con cui intendiamo potenziare la cosiddetta Ct1 e la capacità degli aeromobili, sostenendo anche la Ct2 (rivolta al mercato internazionale) negoziando con Roma l'inserimento nei bandi di alcuni oneri di servizio pubblico come revisione delle prenotazioni, orari e frequenze dei voli, andata e ritorno in giornata».
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