L’imprenditore sardo che voleva fare il Papa va a “Boss in incognito”
Bachisio Ledda, di Suni, protagonista su Raidue del reality : nella sua azienda, ma da operaio
SASSARI. Da grande avrebbe voluto fare il Papa. Ma è diventato un imprenditore di successo. Bachisio Ledda, il fondatore del gruppo imprenditoriale Mail Express Posta & Finanza che dall’Abruzzo opera in tutta Italia è stato il protagonista di “Boss in incognito”, il docu-reality di Raidue condotto da Flavio Insinna, andato in onda lunedì sera.
Per il programma ha smesso i panni del boss e si è trasformato in Gianluca un apprendista che ha visitato i diversi reparti della sua azienda e conosciuto meglio i suoi dipendenti, come lo smistatore di corrispondenza Antonio che ha ottenuto proprio da Ledda un contratto di lavoro per la fidanzata disoccupata; Francesco al quale ha dato le chiavi di una casa per il figlio studente universitario; l’impiegata Roberta che si è vista rinnovare il contratto a termine; e altri dipendenti.
Ledda è partito dalla Sardegna alla conquista dell’Italia economica. L’esperimento televisivo è stato fatto adesso per capire se ci sono criticità da sistemare prima della futura quotazione in borsa della holding aziendale, che ogni anno invia oltre 4 milioni di raccomandate ed effettua dei pagamenti con circa 5 milioni di bollettini.
Dov’è nato?
«Sono nato a Suni in provincia di Oristano».
Quando è partito dalla Sardegna?
«Sono partito dalla Sardegna 42 anni fa».
Cosa sognava di fare?
«Sognavo di fare il Papa, ho frequentato il seminario a Bosa ma, poi, mi sono reso conto di non avere la vocazione».
Ritorna spesso nell’isola?
«Sì, ritorno spesso in Sardegna, sono molto legato alle mie origini e sono molto orgoglioso della mia terra».
Quanta Sardegna ha portato nella sua azienda?
«Di certo la caparbietà e la determinazione nel portare avanti i progetti lavorativi».
Che rapporto ha con i suoi dipendenti?
«Credo di essere un "boss" severo, sempre molto presente in azienda, ma anche disposto a confrontarmi con i collaboratori sui problemi che si incontrano inevitabilmente nelle varie fasi lavorative».
Come hanno accolto il suo “scherzo”?
«Sono stati entusiasti e orgogliosi. Hanno dimostrato di avere un forte senso di appartenenza all'azienda che francamente non mi aspettavo e che mi ha reso molto soddisfatto. Il programma mi ha aiutato a conoscere anche umanamente la mia azienda e ha accresciuto la fiducia nei confronti dei miei dipendenti».
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