La minoranza boccia la legge
Per Fi, Udc, Psd’Az e Riformatori è un «impianto incomprensibile»
CAGLIARI. La legge sugli enti locali ha pochi giorni di vita, ma il centrodestra non cambia e mai lo farebbe giudizio: «La maggioranza ha approvato qualcosa di mostruoso, incomprensibile e inapplicabile», è stato l’esordio a freddo – dopo un mese e mezzo di battaglia in Consiglio – del capogruppo di Forza Italia Pietro Pittalis. «Non c’è territorio – ha aggiunto – che non sia stato derubato di qualcosa: dall’identità alle legittime aspirazioni fino alla beffa subita da Nuoro, a quel territorio è stata strappata la cultura».
Subito dopo è arrivata anche la sottolineatura del vicepresidente del Consiglio, Antonello Peru: «Con una riforma che ha spaccato la Sardegna almeno in tre parti, la maggioranza è stata capace di aumentare i costi e anche inventarsi una rete metropolitana che non avrà ha alcun riconoscimento giuridico».
Non c’è un articolo – se non quello approvato grazie al voto segreto – che vada bene all’opposizione. «Andiamo incontro al disordine – ha detto Angelo Carta, capogruppo del Psd’Az – generato da una guerra fra bande all’interno del centrosinistra e che avrà effetti devastanti soprattutto sui piccoli Comuni. Saranno soffocati dal neocentralismo della Regione».
Secondo Gianluigi Rubiu dell’Udc il primo pessimo effetto collaterale sarà questo: «Il ruolo dei sindaci è stato snaturato, con una pletora di possibili incarichi da ricoprire e col risultato che non avranno più il tempo di amministrare i loro municipi».
È una riforma zeppa di rattoppi, «salteranno uno dopo l’altro», ha aggiunto Attilio Dedoni dei Riformatori, che poco prima aveva lanciato una provocazione: «Da oggi in poi i cittadini non solo non sapranno chi li governa, ma neanche in quale ufficio dovranno andare a protestare se i servizi essenziali non dovessero funzionare come, è facile prevedere, non funzioneranno».
Marco Tedde è stato duro con i consiglieri del centrosinistra eletti nel Sassarese: «Messi sotto ricatto dal presidente Pigliaru, che ha minacciato le dimissioni nel caso ci fossero stati troppi scivoloni del centrosinistra in aula, hanno rinunciato a combattere per il loro territorio e si sono lasciati sottomettere».La conclusione è stata dell’ex governatore e coordinatore regionale di Forza Italia, Ugo Cappellacci: «Come con le presunte riforme dell’edilizia e della sanità, anche quelle confuse e inutili, da questa giunta che aumenta le tasse, i sardi non possono aspettarsi nulla di buono e in futuro sarà ancora peggio a cominciare dai Comuni».(ua)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google