La Nuova Sardegna

Sanità, c’è il riordino degli ospedali

Via libera della Giunta al Piano. L’assessore Arru: «È una riforma indispensabile»

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CAGLIARI. La riorganizzazione degli ospedali non è più solo una bozza. Dopo aver chiarito, chissà se fino in fondo anche le ultimi perplessità dei sindaci, la Giunta ha approvato il testo definitivo, ci sono voluto diversi mesi, che ora dovrà essere votato dal Consiglio regionale. Il riordino dei posti letto (diminuiscono quelli per gli acuti, aumenta la riabilitazione) è parte fondamentale del Piano sanitario regionale. È uno dei pilastri – come ripetuto più volte dall’assessore alla Sanità Luigi Arru – «per ridurre i costi e aumentare la qualità dell’offerta». Gli altri sono le cure territoriale (è ancora fermo in commissione Sanità, che non vuol dare solo un parere ma discuterlo in aula) e l'Azienda dell'emergenza-urgenza.

Le stime. Secondo la Giunta, la riorganizzazione permetterà un risparmio di 134 milioni in tre anni e il trasferimento di 250 milioni da parte dello Stato per l'edilizia ospedaliera. «Dopo l'approvazione di sei mesi fa - ha detto l'assessore - abbiamo promosso una larga consultazione e oggi la riorganizzazione attribuisce un ruolo preciso a ogni ospedale».

La scheda. I due ospedali regionali saranno il polo del Brotzu, compreso l’Oncologico e il Microcitemico, a Cagliari e l’Azienda mista di Sassari, che nel frattempo ha incorporato il Santissima Annunziata. Secondo il Piano e la classificazione del ministero della Salute, alle due maxi strutture saranno collegati gli altri ospedali. All'hub di Sassari, quelli di Olbia e Nuoro (entrambi sono un primo livello) e quelli di base con sede ad Alghero- Ozieri, Tempio, La Maddalena e Lanusei. C'è poi il San Francesco di Nuoro che sarà uni primo livello rinforzato, mentre il San Camillo di Sorgono avrà la qualifica di «ospedale in zona disagiata» All'hub cagliaritana faranno riferimento gli ospedali Santissima Trinità di Cagliari, il Sirai di Carbonia, Nostra Signora di San Gavino, il San Martino di Oristano e quello di base Nostra Signora di Lanusei. Poi altri tre casi: Mastino-Bosa, Delogu-Ghilarza, Isili e il San Marcellino-Muravera saranno ospedali di zona disagiata. Il Policlinico di Monserrato sarà infine un presidio di primo livello.

Le novità. Per Alghero-Ozieri c’è ancora un giudizio sospeso e dipenderà «dalle esigenze demografiche», con la possibilità del passaggio a ospedale di primo livello. Saranno due le Breast Unit (sono le unità operative per la cura dei tumori): una al Brotzu, la seconda nell'Azienda universitaria di Sassari. L'ospedale di Lanusei sarà inserito nel rete traumi e ictus. Per quanto riguarda i punti nascita, faranno fede «le disposizioni nazionali sulle aree montane».

L’appello. «Questa riforma – ha detto Arru – è stata rimandata per troppo tempo, non possiamo più permetterci di ignorare gli indicatori nazionali che ci vedono agli ultimi posti per ricoveri e sicurezza. Vogliamo riqualificare l'assistenza, senza tagli né chiusure». Ma l’ultima parola spetterà al Consiglio regionale fra almeno due-tre mesi. (ua)

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