La Nuova Sardegna

Sulla super Irpef si tratta Possibile rinvio di un anno

di Umberto Aime

Il centrosinistra: «Usiamo i milioni delle riserve erariali e blocchiamo gli aumenti» È cominciato l’iter della Finanziaria. Sindacati e imprese sono ancora molto critici

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CAGLIARI. L’assessore al Bilancio Raffaele Paci da giorni ha messo nel conto, senza ammetterlo e non potrebbe farlo, che la sua Finanziaria sarà corretta (o stravolta?) dal Consiglio regionale. Non tanto nelle poste in gioco, quanto nelle tasse regionali aumentate per ripianare il deficit della sanità. Anzi, sempre che le aliquote dovessero riscendere oppure l’aumento rinviato al 2017, a essere sconfessato sarebbe tutto il centrosinistra. A dicembre, si sa, ha dovuto approvare in tutta fretta e per «irrinviabili tempi fiscali» la super Irpef, ma dopo aver avuto un’inevitabile crisi di coscienza, da settimane pensa alle soluzioni possibili per congelare l’extra imposta.

La strategia. Proprio nel giorno in cui la Finanziaria ha fatto un primo passo nell’aula della commissione Bilancio, con trenta minuti di confronto fra i consiglieri e l’assessore, non è più un segreto il piano pensato da buona parte della maggioranza. Non è ancora ufficiale – «Siamo impegnati in uno studio molto attento», ha detto il presidente della commissione Franco Sabatini (Pd) – ma ora è chiaro da quale cassaforte il centrosinistra vuole prendere i milioni.

La cassaforte. È quella in cui sono custodite le riserve erariali, oltre 200 milioni, che lo Stato ha restituito alla Sardegna alla fine del 2014 grazie a una sentenza favorevole della Corte costituzionale. Bene, dopo l’approvazione delle norme finali sulla chiusura della Vertenza entrate, il centrosinistra (chissà se la pensa così anche Paci) è sicuro di poter sfuggire anche a questo vincolo: «I 200 milioni avuti indietro potete usarli – era la clausola imposta dal ministero – solo per coprire il debito pubblico regionale». Ma oggi visto che le norme d’attuazione hanno «rango costituzionale» – cioè incidono sullo Statuto e valgono più delle clausole unilaterali – e prevedono che «lo Stato possa tenere per sè gli aumenti delle imposte solo in caso di eventi eccezionali», le ex riserve potrebbero essere presto liberate dal vincolo.

Rinvio al 2017? Basterebbe avere la disponibilità anche di poco meno della metà dei 200 milioni, per evitare l’aumento delle imposte regionali, o almeno rinviare l’entrata in vigore della super Irpef di un anno. «C’è quest’ipotesi – ha confermato Sabatini – ma è ancora prematura». Forse neanche tanto se, all’uscita dalla commissione, l’assessore Paci si è affrettato a dire: «Ricordo comunque che il deficit della sanità va coperto, e poi gli aumenti sono temporanei e solo per chi dichiara oltre 28mila euro», quasi fosse un estremo tentativo di salvare la sua bozza.

Finanziaria. Il percorso è appena cominciato e solo fra 90 giorni la legge arriverà in aula per essere votata. Nel primo giorno di audizioni, sono sfilati subito diversi «pezzi da novanta»: i sindacati e le associazioni delle imprese. Dopo aver letto e riletto gli allegati, il loro giudizio non è cambiato: sono sempre critici. «È una Finanziaria in apnea – ha detto Oriana Putzolu della Cisl – in cui, a parte i complicati fondi europei, c’è poco per rilanciare il lavoro e nulla è destinato alla formazione professionale». Anche per Michele Carrus (Cgil) «è arrivato il momento di vedere fatti concreti, negli investimenti, dopo la fase di lancio del 2015». Per Francesca Ticca della Uil: «Serve più coraggio nel ridurre la spesa della burocrazia. È l’unica strada per far fronte, con serietà, al buco nero della sanità». Anche Confindustria, Confapi, Confcommercio e Confesercenti si sono presentate con le loro osservazioni. Una prima delle altre: «La Regione finora ha fatto gran poco per ridurre gli sprechi della sua mostruosa macchina di enti e agenzie. Con il risultato che senza i fondi europei, tra l’altro in due anni i bandi sono stati pochi, fra spese fisse e costo della sanità resta poco o nulla per gli investimenti e senza investimenti altro che ripresa».. La Cna è stata ancora più spiccia: «Se non saranno cancellate le super tasse, non può esserci rilancio». La risposta della commissione è stata: i «lavori sono in corso», per evitare altri guai.

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