TRASPORTI»L’EMERGENZA
SASSARI. Una pioggia di bombe sulla testa della Regione. L’addio di Ryanair da Alghero ha un effetto a catena. L’aeroporto catalano rischia il collasso, i sardi all’improvviso si sentono prigionieri...
SASSARI. Una pioggia di bombe sulla testa della Regione. L’addio di Ryanair da Alghero ha un effetto a catena. L’aeroporto catalano rischia il collasso, i sardi all’improvviso si sentono prigionieri dentro un’isola. La Regione non resta ferma. Per prima cosa l’assessore ai Trasporti Massimo Deiana anticipa una buona notizia. «Siamo in contatto con la Commissione europea e abbiamo segnali confortanti su un esito non negativo della procedura di infrazione per gli interventi a sostegno delle compagnie low cost – dice Deiana –. Attendiamo la decisione per la fine di marzo, ma potrebbe arrivare anche prima». Tradotto forse Alghero non dovrà restituire 38 milioni di euro all’Europa. Aiuti ricevuti in passato dalla Regione e finiti in una procedura di infrazione. In tutto i milioni sono oltre 70 per i 3 scali sardi.
Il risiko dei cieli. Ma la buona notizia passa quasi in silenzio dentro la tempesta della fuga degli aerei bianchi e blu. L’opposizione punta il dito contro la Regione, ma l’assessore controbatte. «La protesta di Ryanair è rivolta contro la decisione del Governo di aumentare le tasse aeroportuali, 2,5 euro, che le compagnie tradizionali scaricano sui biglietti ai passeggeri, mentre Ryanair non può farlo». E basta fare pensare che l’aumento di 5 euro su un biglietto che ne costa 10 è più o meno una rovina. E per questo Ryanair ha messo in campo una strategia. «Di cui Alghero è solo una piccola parte – dice –. In realtà il taglio delle basi non tocca solo lo scalo catalano, ma anche Pescara e Crotone. A questo si deve aggiungere il taglio di decine di rotte in tutta Italia. È un’offensiva di Ryanair contro il governo italiano».
La strategia. Ma c’è anche un altro aspetto legato alla strategia di Ryanair in tutta Europa. La compagnia progressivamente abbandona gli aeroporti più piccoli e concentra voli e aerei in quelli più grandi.
L’appello. Ma la Regione non si è rassegnata all’aumento delle tasse da parte del governo. L’assessore Deiana ha chiesto un’immediata esenzione per l’isola. «La decisione del Governo di gravare di ulteriori 2,5 euro il costo dei biglietti aerei rischia di penalizzare in maniera molto pesante la Sardegna – dice l’assessore –. Per l’isola il provvedimento ha un impatto maggiore rispetto a qualsiasi altro territorio italiano. La Regione chiede che sia autorizzata una deroga per gli aeroporti sardi come riconoscimento dello svantaggio dell’insularità». Anche il senatore Pd Silvio Lai appoggia la richiesta della Regione di un’esenzione per gli scali sardi. «Le affermazioni di Ryanair chiudono ogni polemica, oggi risibile, sul fatto che fosse la Regione all’origine delle scelte di Ryanair. La giunta cerca una soluzione concordata con l'Europa per fare passi avanti nel rapporto con Ryanair». (Ha collaborato Gianni Olandi)
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