Inganni e violenza nella Grande Mela
“1981: Indagine a New York”, uno dei migliori film degli ultimi anni, Alessandro Nivola tra gli interpreti
SASSARI. Il titolo in italiano, “1981: Indagine a New York”, appare come la solita, discutibile (se non infelice) scelta di un adattamento fatto seguendo un ragionamento che dovrebbe aumentare l'appeal per il pubblico grazie a una più facile identificazione del genere di film.
Detto questo, l'iniziativa della casa di distribuzione Movies Inspired è assolutamente da lodare perché porta finalmente in Italia uno dei migliori film americani degli ultimi tempi. “A Most Violent Year” (per ricordare il titolo originale), uscito negli Usa poco più di anno fa e da oggi nelle sale italiane, è davvero un gran bel noir. Recupera la tradizione del genere, ma presenta delle ricche sfumature che rendono il terzo lavoro di J.C. Chandor (già autore di “Margin Call” e “All is Lost”) piuttosto originale rispetto al classico crime movie. Merito anche delle ottime interpretazioni di tutto il cast, nel quale insieme ai protagonisti Oscar Isaac e Jessica Chastain trova spazio anche l'attore di origine sarda Alessandro Nivola. La storia è ovviamente ambientata a New York. Nel 1981, anno considerato tra i più violenti della storia della città. Abel Morales è un ispano-americano che insieme alla moglie Anna gestisce un'azienda di olio combustibile cercando di fare affari onestamente, in maniera pulita. Non manca però d'ambizione e il suo progetto di sviluppo prevede ora l'acquisto di un terreno sul fiume Hudson. L'affare però quando è già arrivato a buon punto rischia di naufragare e far cadere a picco l'azienda di Abel che si ritrova a fare i conti con la violenza crescente a New York: i suoi autisti vengono assaliti da delinquenti e arrivano minacce anche alla sua famiglia. A complicare le cose c'è l'insistenza di un procuratore che indaga sulla contabilità dell’azienda. Il precipitare della situazione minaccia di distruggere tutto quello che Abel ha costruito cercando di scegliere il percorso più giusto, quello che appare difficile seguire in un mondo sempre più corrotto e violento. È su questa moralità messa in crisi dalla realtà circostanza poggia le fondamenta la solida sceneggiatura di Chandor che trova espressione in una regia attenta ed efficace nell'indagare i protagonisti e le loro discussioni, e resa ancora più convincente da una stupenda fotografia che con i suoi toni freddi arricchisce di fascino vintage la Grande Mela. Una rappresentazione che rispecchia l'atmosfera scura della storia raccontata da Chandor, capace di restituire perfettamente la tensione che aleggia sin dalle primissime scene. Una tensione prettamente di natura psicologica che arriva allo spettatore attraverso la figura di un uomo che si sforza di essere giusto, corretto, in un mondo che per sopravvivere sembra invece pretendere il contrario. L'inganno, la corruzione, la violenza mostrano le crepe del sogno americano incarnato da Abel Morales, interpretato da un ottimo Oscar Isaac che trova in Jessica Chastain, sua moglie Anna nel film, una spalla perfetta.
Ad Alessandro Nivola è invece affidata la parte di Peter. Non molte in realtà le sue scene, ma importante comunque il suo ruolo nel simboleggiare gli imprenditori concorrenti del protagonista, pronti a seguire metodi non sempre ortodossi a vantaggio delle loro aziende. In questo 2016 l'attore, nipote del famoso artista di Orani Costantino Nivola, si dovrebbe vedere anche nel nuovo film di Nicolas Winding Refn, “The Neon Demon”, che verosimilmente sarà presentato al Festival di Cannes.
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