La Nuova Sardegna

Sindacati preoccupati per il futuro

Sindacati preoccupati per il futuro

Le scelte di mercato potrebbero danneggiare i dipendenti di Olbia e Cagliari

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OLBIA. Olbia, dunque. Meridiana è nata qui, con il nome Alisarda. È nata al servizio della Costa Smeralda, poi si è allargata. Ha cominciato a volare in Italia, in Europa. Ha fatto fusioni (con Eurofly prima, con Air Italy dopo), si è ingrandita, ha cominciato a perdere (troppo). Ma è sempre rimasta a Olbia. Una compagnia di bandiera per la Sardegna.

Per il Qatar è diverso. I suoi piani sono più alti, più ambiziosi. Da grande compagnia mondiale. La differenza tra l’Aga Khan e gli Al Thani, qui, è netta. Ed è ovvio che a Olbia la preoccupazione aumenti. Non tanto per i voli: quelli potenzialmente sono destinati ad aumentare. Quanto per i lavoratori. Cgil, Cisl e Uil l’hanno detto con chiarezza: bene il Qatar (non ci speravano più neppure loro in un partner per l’Aga Khan), ma attenzione all’occupazione a Olbia, a Cagliari.

Un timore giustificato dai pochissimi dettagli sul (possibile) piano industriale della nuova Meridiana. Con lo spostamento di attività a favore di Air Italy e di Malpensa già avviato e che, dopo la fusione delle due compagnie, potrebbe aumentare.

Oggi il gruppo dell’Aga Khan - Meridiana più Air Italy - ha 2200 dipendenti. Il 50% di questi hanno base in Sardegna. Sui 1500 dipendenti di Meridiana, quasi 600 sono a Olbia (più i 300 dell’hangar). Quasi 170 a Cagliari.

È evidente che la preoccupazione sia alta, a Olbia, quando le indiscrezioni parlano di 900 esuberi. Anche se saranno spalmati anche su Air Italy, che conta 400 lavoratori. Perché per piloti e hostess una soluzione potrebbe essere trovata. Qatar Airways, che ha una flotta di 158 aerei e ne ha ordinato ben 257 (alcuni dei quali già consegnati), ha bisogno di personale qualificato e, quando l’accordo sarà chiuso con il Governo e con Meridiana, offrirà agli esuberi di andare a lavorare per lei, con base a Doha. Quanti accetteranno? Impossibile dire.

I sindacati saranno chiamati a un gran lavoro. Prima sui criteri degli esuberi (carichi familiari e anzianità, o base), poi a proteggere amministrativi e tecnici di Olbia. E infatti nelle ultime ore sono cresciute d’intensità le telefonate ai politici sardi. “Dateci una mano, puntelliamo Olbia”.

Un’operazione tutta politica, dentro una partita che però è prevalentemente industriale. Ma, sia sa, la politica è l’arte del possibile. In Occidente come in Oriente. (g.pi.)

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