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Alle imprese 500 milioni senza ostacoli

Alle imprese 500 milioni senza ostacoli

La distribuzione dei finanziamenti 2014-2020 sarà meno farraginosa. Paci: «Saranno a sportello, procedure rapide e facili»

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CAGLIARI. I fondi europei ci sono, con oltre 500 milioni a disposizione fino al 2020, l’importante è che le imprese non sbattano contro il solito muro della burocrazia e alla fine lo sviluppo resti impantanato ancora nello stagno delle occasioni mancate. Davanti alle aziende e ai sindacati, la Regione ha giurato che non sarà più così. «Alla fine del mese pubblicheremo bandi semplici e snelli, calibrati sulle imprese, anche le più piccole. Saranno a sportello, per evitare le lungaggini delle graduatorie aperte per troppi anni. La piattaforma per selezionare i beneficiari sarà unica e i finanziamenti pagati in tempi brevi», ha detto l’assessore alla Programmazione, Raffaele Paci. È stata questa la premessa nel giorno in cui ha presentato le strategie per «realizzare la programmazione unitaria», da sempre vanto della Giunta.

L’avvio. È contenuto nelle linee guida di «un moderno e combinato piano d’azione», che col tempo sarà liberato anche dalla follia dei contributi a fondo perduto: ingrassano qualche bilancio, generano illusioni, ma finito il sogno non lasciano nulla nei territori. «Mai più – ha sottolineato l’assessore – oggi l’obiettivo è che i fondi europei siano efficaci, duraturi e generino ricchezza».A cominciare dal Sulcis (è il bando pilota) per ottenere risultati importanti dappertutto, aree interne comprese.

I tempi. Fra due settimane le direttive saranno approvate dalla Giunta, ma «prima era necessario ascoltare i suggerimenti di chi dovrà presentare le domande, investire e offrire lavoro», ha detto l’assessore ed entro mercoledì «ci aspettiamo i suggerimenti necessari per evitare intoppi e incomprensioni in futuro».

La risposta. Sulla carta gli indirizzi sono piaciuti alle imprese. Con due richieste volanti di aggiustamenti: massima assistenza e per evitare il rischio di «correre verso finanziamenti impossibili», cioè sin dall’inizio servirà «molta chiarezza, mentre in passato abbiamo avuto a che fare con regole, criteri e paletti troppo complicati» . Oppure – è stato un altro passaggio fondamentale – «vanno incentivati reti, consorzi e cooperative, perché insieme sarà più facile conquistare il mercato e tenere testa alla concorrenza». In buona sostanza, le imprese hanno capito la lezione: i fondi comunitari sono la strada maestra (forse l’unica) per riprendere a marciare, essere competitive, superare le difficoltà nei rapporti con le banche, aumentare la produzione e far crescere i fatturati con le esportazioni. In estrema sintesi, «sarà indispensabile un forte gioco di squadra».

La griglia. Rispetto al passato, le novità sono diverse. A cominciare dal roster delle imprese che potranno partecipare: dalle micro alle grandi, con un’apertura ai liberi professionisti, ma senza più distinzioni fra questo o quel settore, per la prima volta sarà ammesso anche il commercio. Nella proposta è forte l’indirizzo economico: agroalimentare, turismo, aerospazio e innovazione, i settori più gettonati. Per promuovere uno sviluppo non solo sostenibile ma diffuso. E infatti i primi finanziamenti in palio saranno di «pezzatura piccola». Massimo 15mila euro e «sappiamo già – ha detto l’assessore – che sono i più attesi». Certo, ci saranno anche quelli super da 200mila fino a 5 milioni, però la vera scommessa è questa: i fondi europei dovranno essere una cassa continua, intelligente e senza sperperi, aperta a tutti, con la possibilità di finanziare anche il 75 per cento (è un record assoluto) di un’idea vincente. (ua)

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