Appalto al policlinico, i dubbi di Corda (M5S)
I lavori assegnati alla società di Gamberale, il deputato scrive all’assessore Maninchedda
CAGLIARI. Vito Gamberale, l’ingegnere creatore del più grosso fondo per gli investimenti nelle infrastrutture, imputato poi assolto nelle inchieste Sip e Sea (assunzioni di dipendenti nella prima e passaggio di quote azionarie nella seconda), è il presidente della società che ha vinto l’appalto per costruire i quattro nuovi blocchi del policlinico di Monserrato. La sua presenza in una gara sarda ha attirato l’attenzione della portavoce del M5S alla Camera Emanuela Corda che ha scritto una lettera all’assessore regionale Paolo Manninchedda. Motivo della lettera: Gamberale è presidente della società che ha vinto l’appalto a Monserrato, ma era presidente anche di un’altra società che ha partecipato allo stesso appalto e infine ha concorso anche al bando per il nuovo ospedale di San Gavino (è arrivato settimo su nove). Corda segnala l’intreccio non trasparente che potrebbe nascere dal «collegamento tra soggetti partecipanti collegati a un unico centro decisionale con conseguente vanificazione dei principi di par condicio, segretezza delle offerte e trasparenza della competizione». E’ possibile che la deputata non riceva risposta dall’assessore per la buona ragione che l’appalto per il policlinico di Monserrato è stato interamente gestito dall’azienda mista ospedale-università. L’Aou, richiesta di spiegazioni sulla doppia presidenza di Gamberale, ha diramato un comunicato: «La commissione (della gara d’appalto al policlinico composta da tecnici dipendenti dell’azienda mista) in sede di ammissione ha riscontrato che due imprese partecipanti alla gara avevano il medesimo presidente del consiglio di amministrazione, il quale, per una di queste era anche socio al 14,15%. Per legge - si spiega nella nota - , la condizione di socio di capitale in una delle due società è irrilevante. Le istanze di partecipazione, inoltre, sono state sottoscritte da persona diversa dal presidente con specificazione, in entrambi i casi, che le istanze erano state formulate autonomamente. Avendo verificato l’insussistenza di rapporti di controllo o collegamento ex art. 2359 del codice civile, le due società non potevano essere escluse. La commissione, anzi, avrebbe commesso un atto illegittimo se le avesse escluse. Insomma, non c’erano i presupposti per un’esclusione automatica, anche perché il criterio di aggiudicazione impiegato era tale da rendere impossibile un ipotetico accordo economico collusivo».
Il risultato della gara era stato presentato dal commissario straordinario dell’azienda mista Giorgio Sorrentino in una conferenza stampa. «Ad aggiudicarsi la gara - era scritto nel comunicato che annunciava la conferenza - è stata l’Associazione temporanea d’impresa Bacchi srl – gruppo Psc spa, che ha presentato l’offerta economicamente più vantaggiosa ottenendo un punteggio di 97,141 su 100 e praticando un ribasso pari al 18,123% sugli importi soggetti a ribasso e pari al 30,000% sul tempo di esecuzione. L’importo di aggiudicazione è di 27 milioni e mezzo. Per quanto riguarda i tempi, previsti 574 giorni: 63 per la progettazione esecutiva e 511 per l’esecuzione dei lavori».
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