La Nuova Sardegna

Crisi nera per le imprese artigiane

di Salvatore Santoni

Confartigianato: il settore scende sotto le 37mila aziende, ne chiudono 2 al giorno

2 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. Sono 36.887 le imprese artigiane della Sardegna registrate al 31 dicembre 2015, 826 in meno (pari al -2,2%) rispetto allo scorso anno e 6.131 in meno confrontando il boom artigiano del 2008. Confartigianato Sardegna interviene per commentare gli ultimi dati di Movimprese-Unioncamere che certificano, anche per il 2015, la debacle delle imprese artigiane sarde. «Siamo molto contenti che una parte delle imprese sarde cresca – commenta la presidente di Confartigianato imprese Sardegna, Maria Carmela Folchetti – come dimostrano i numeri, ma siamo assolutamente insoddisfatti e preoccupati per l’artigianato, che ha 74mila occupati e che rappresenta il 22% dell’attività produttiva isolana, i cui laboratori continuano a chiudere».

I dati. L’emoraggia di 826 imprese è il saldo tra le 2.725 cancellazioni e le 1.899 nuove iscrizioni. «I dati diramati ieri da Movimprese – precisano da Confartgianato – sulla totalità delle imprese operanti in Sardegna nel 2015 (industria, commercio, agricoltura e artigianato), riportano un attivo di 1.517 imprese in più. In realtà le imprese effettive sono solo +200».

Questo perché le imprese nate risultano 9.458, quelle cancellate sono 9.258 e ben 1.317 sono quelle cancellate d’ufficio, la cui cifra deve essere detratta dalle cancellate.

«È un’emorragia costante dal 2008 e oggi siamo tornati al 1999, scendendo sotto la soglia psicologica delle 37mila unità – prosegue Folchetti – la crisi, giorno dopo giorno, sta spolpando il settore dallo straordinario patrimonio di conoscenza e competenze».

Le richieste. «Il contatto diretto e quotidiano che abbiamo con le nostre aziende – riprende Folchetti – ci dice che finché non ci si renderà conto che l’artigianato ha bisogno di incentivi specifici, riduzione dei costi del credito e sburocratizzazione, come tutti gli altri settori economici della Sardegna, non si potrà avere la vera svolta. Dispiace che non si capisca il vero valore del comparto e che la politica non sempre sia in sintonia con le imprese». Secondo Confartigianato, dal disastro totale, ci si è salvati solo grazie alle imprese, come quelle dell’edilizia, dell’impiantistica e del resto della filiera casa, che hanno sfruttato il primo e secondo Piano Casa e il bonus ristrutturazioni ed energetico. Incentivi e credito sono i principali argomenti che è necessario e urgente affrontare e che le imprese attendono. «La storica legge regionale 51, che finanziava le imprese artigiane, è stata prosciugata – sottolinea Folchetti – e nell’ultima Manovra sono assenti i presupposti finanziari che sarebbero necessari».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative