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Siccità, si attiva il Governo In campo la protezione civile

Siccità, si attiva il Governo In campo la protezione civile

CAGLIARI. La grande sete è l’emergenza che accomuna la Sardegna ad alcune regioni del Nord Italia. Tutte alle prese con invasi e bacini ridotti ai minimi termini a causa della prolungata siccità. Il...

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CAGLIARI. La grande sete è l’emergenza che accomuna la Sardegna ad alcune regioni del Nord Italia. Tutte alle prese con invasi e bacini ridotti ai minimi termini a causa della prolungata siccità. Il comitato istituzionale dell’Autorità di bacino un paio di settimane fa aveva lanciato l’allarme al governo e alla protezione civile nazionale: nell’isola ci sono alcune zone particolarmente in sofferenza – il Sassarese e la Gallura, soprattutto la zona di confine alimentata dalla diga di Monte Lerno e dall’invaso di Sos Cannales – e l’emergenza è a un passo: significa che a breve potrebbe non essere garantita una quantità sufficiente d’acqua per usi civili, mentre la stagione irrigua è già compromessa. Ieri il governo ha compiuto il primo passo per aiutare le regioni, come la Sardegna, alle prese con la grande sete. È stato istituito un sistema di osservatori permanenti in tutti i distretti idrografici come supporto tecnico-specialistico alle decisioni politiche sul problema della siccità. La direzione generale per la salvaguardia del territorio e delle acque del ministero dell’Ambiente e il dipartimento della Protezione civile sono a lavoro per studiare le tempistiche e le modalità di attivazione di nuovi organismi o della strutturazione di quelli esistenti, sulla scorta dell’esperienza di alcuni bacini idrografici come il Po e l’Arno. Verrà fissato nei prossimi giorni un incontro con le Regioni per discutere l’avvio in tempi brevi negli otto Distretti idrografici oggi esistenti (Sardegna e Sicilia, Po, Alpi orientali, Appennino settentrionale, Serchio, Appennino centrale, Appennino meridionale, ) di questo nuovo strumento di supporto alle amministrazioni centrali, alle autorità di bacino e alle Regioni nella gestione degli eventi di crisi e nel post-emergenza, che possa svolgere funzione di raccordo continuo tra le istituzioni per la raccolta delle informazioni e per il monitoraggio ambientale.

Nell’isola l’ultimo monitoraggio sulla situazione degli invasi effettuato a fine dicembre ha avuto un esito sconfortante. Se la disponibilità complessiva di metri cubi è aumentata in maniera quasi impercettibile grazie alle piogge all’inizio del mese, gli invasi dell’Alto Coghinas e del Liscia appaiono agli sgoccioli. In particolare, l’area vasta che comprende il Goceano, una parte della Baronia e del Monte Acuto è in una situazione di grave sofferenza che ha spinto Abbanoa a stabilire restrizioni massicce nell’erogazione dell’acqua e a fare un appello alla popolazione perché limiti i consumi. Nel frattempo il Comitato dell’autorità di bacino ha disposto una serie di interventi di collegamenti tra gli invasi e di recupero di punti acqua non utilizzati, come pozzi e fontane. Contemporaneamente è stato allertato il ministero dell’Ambiente e la Protezione civile nazionale anche perché, se la situazione meteo non dovesse cambiare, potrebbe rendersi necessario l’approvvigionamento tramite autobotti. Le piogge sono attese per questo fine settimana, in particolare domenica. Ma potrebbe trattarsi di un fenomeno di brevissima durata che non basterà per attenuare la grande sete.

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