Deiana: una scelta legata alle strategie commerciali
SASSARI. La virata di Ryanair non stupisce l’assessore ai Trasporti Massimo Deiana. In queste settimane la Regione ha affrontato le turbolenze generate dalla compagnia irlandese. «L’apertura un po’...
SASSARI. La virata di Ryanair non stupisce l’assessore ai Trasporti Massimo Deiana. In queste settimane la Regione ha affrontato le turbolenze generate dalla compagnia irlandese. «L’apertura un po’ me la aspettavo – dice Deiana –. La compagnia irlandese ha detto da subito che la sua scelta di chiudere la base di Alghero era legata alla scelta del governo di aumentare le tasse di 2,5 euro».
La strategia. Ma la domanda che molti si fanno è perché a lamentarsi del rincaro delle tasse sia solo Ryanair. «È chiaro che è lo stesso modello commerciale della compagnia irlandese a spingerla a protestare – spiega Deiana – . Non basta parlare dei 2,5 euro a biglietto. Potrebbero fare come tutti gli altri e caricare il costo sui clienti. Anche se questo porterebbe a un rincaro delle loro tariffe. Ma forse il motivo è più profondo. Molte compagnie low cost firmano accordi con gli aeroporti in cui sono previsti premi e penali se si raggiunge un numero record di passeggeri. E in questo caso trasportare un numero di clienti inferiore a quello ipotizzato potrebbe danneggiare in modo doppio le compagnie. Che si troverebbero non solo ad avere un incasso inferiore, ma dovrebbero anche pagare delle penali. Ecco perché l’imperativo per tutte le low cost è raggiungere percentuali di riempimento altissime, oltre il 90 per cento».
Ecco perché per Ryanair è vitale vedere cancellati i 2,5 euro di rincaro. Il costo potrebbe essere un deterrente per i clienti. «E anche questo spinge le compagnie low cost a prediligere gli aeroporti in cui è più semplice raggiungere alte percentuali di riempimento».
Low cost fondamentali. Ma l’assessore non lancia strali contro le low cost. «Al contrario – continua – sono fondamentali perché offrono collegamenti strategici e indispensabili per lo sviluppo della Sardegna. E lavoriamo per mantenere le rotte attive nell’isola».
Il nodo. Quasi per paradosso i 2,5 euro diventano una montagna insuperabile per le compagnie low cost. Anche perché questo balzello esiste solo in Italia. E questo è uno dei motivi per cui molte di loro preferiscono spostare rotte e basi in paesi stranieri in cui il regime fiscale è più vantaggioso. Il costo appesantisce in ogni caso le tasche dei sardi. Solo sulla Continuità territoriale 1, che vale 3 milioni di clienti all’anno, l’aggravio complessivo è di 15 milioni di euro.
La speranza. È evidente che a spingere Ryanair lontano dall’isola è la scelta del governo. La speranza, su cui la Regione scommette, è che il ministro alle Infrastrutture Graziano Delrio si convinca che la Sardegna, proprio per la sua condizione di isola, debba essere esentata dal rincaro. «So che a Roma hanno preso in grande considerazione la nostra richiesta – continua Deiana –. Aspettiamo di avere una risposta». Per ora si devono fare i conti con l’addio di Ryanair da Alghero e con il ridimensionamento di Cagliari. Rimane la speranza di un passo indietro da parte del governo.
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