La Nuova Sardegna

Fondi all’agricoltura in grave ritardo

di Salvatore Santoni
Fondi all’agricoltura in grave ritardo

Regione e Coldiretti criticano le inadempienze del governo. Parte l’appello ai prefetti: «Pronti a scendere nelle piazze»

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SASSARI. Coro di protesta contro i continui ritardi del ministero dell’Agricoltura e di Agea nei pagamenti dei contributi agli agricoltori. Dura presa di posizione da parte dell’assessore regionale Elisabetta Falchi, che bolla come «inaccettabili» i continui rinvii operati a Roma e annuncia l’istituzione di un organismo pagatore sardo per superare il problema. Inoltre, ieri mattina, la Coldiretti Sardegna ha inviato una lettera a tutti i prefetti per manifestare forte preoccupazione per «una situazione esplosiva che rischia di deflagrare da un momento all’altro».

Coldiretti. Il presidente degli imprenditori agricoli, Battista Cualbu, lo dice a chiare lettere: «Non escludiamo di utilizzare anche l’arma della piazza per far sentire questa voce di disperazione inascoltata». I ritardi nel pagamento dei premi comunitari – che spettano di diritto agli agricoltori e allevatori – quest’anno hanno raggiunto un livello insostenibile. «Stiamo parlando di decine di milioni di euro – ha scritto la Coldiretti ai prefetti – che coinvolgono la quasi totalità delle aziende agricole. Il mancato arrivo dei denari ormai messi in bilancio, è un dramma per un’impresa, e lo è ancora di più in questo particolare momento economico». Le aziende sarde che attendono l’erogazione dei premi comunitari sono circa 20mila. Entro dicembre non hanno visto recapitarsi i contributi e hanno dovuto far ricorso all’indebitamento bancario. E chi attendeva i fondi comunitari per saldare debiti pregressi, ha dovuto aggiungere rate a rate aprendo ulteriori linee di credito con le banche. «Purtroppo anche le ultime rassicurazioni arrivate da Agea, dal ministero e dalla Regione si sono rivelate per l’ennesima volta vane», aggiunge Cualbu che, oltre ad aver scritto ai prefetti, annuncia ulteriori azioni nel breve periodo: «Non escludiamo di manifestare per strada creando disagi che mai avremmo voluto dare in momenti di crisi come questo».

La Regione. Gli agricoltori che attendono i pagamenti di Agea sono migliaia in tutta Italia. «In questi giorni – spiega l’assessore Elisabetta Falchi – si sono susseguiti continui rinvii che sono diventati inaccettabili. Un decreto che doveva essere firmato già da tempo, ma che a causa di un numero irrisorio di pratiche non in regola è ancora bloccato. Da mesi, in collaborazione con le organizzazioni di categoria agricole nazionali, tutti gli assessorati regionali dell’Agricoltura italiani stanno esercitando ogni possibile pressione nei confronti di Agea e del Mipaaf. Un lavoro di squadra su cui ci confrontiamo costantemente».

I pagamenti in ritardo sono sia quelli cosiddetti diretti (i Pac, Politica agricola comune) sia le misure avviate del programma di sviluppo rurale (Psr) 2014-2020, già licenziate e inviate a Roma diversi mesi fa dagli uffici dell’agenzia regionale Argea. In ogni caso, l’assessore Falchi ha assicurato che il pressing sul ministero e su Agea andrà avanti «con la dovuta fermezza fino a quando non si sbloccheranno i pagamenti». E se l’organismo nazionale tarderà ulteriormente a far partire i pagamenti, la Regione è disposta a «fare da sola» con l’istituzione dell’organismo pagatore regionale. «È intollerabile – conclude l’assessore – che decine di migliaia di agricoltori e pastori sardi debbano farsi carico, con debiti e mutui aperti per gestire l’emergenza, delle difficoltà causate da una macchina amministrativa nazionale inadeguata».

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