“Otello” al Teatro Eliseo Il lato oscuro dell’anima
NUORO. Dramma della gelosia per La Grande Prosa firmata Cedac: debutta in prima regionale mercoledì alle 20.30 al Teatro Eliseo di Nuoro l' “Otello” di William Shakespeare, nell'interessante mise en...
NUORO. Dramma della gelosia per La Grande Prosa firmata Cedac: debutta in prima regionale mercoledì alle 20.30 al Teatro Eliseo di Nuoro l' “Otello” di William Shakespeare, nell'interessante mise en scène del Teatro de Gli Incamminati e La Versiliana per la regia di Carlo Sciaccaluga, in cartellone ancora giovedì 11 alle 21 al Teatro Civico Oriana Fallaci di Ozieri e infine venerdì 12 alle 21 all'Auditorium Comunale Nelson Mandela di Santa Teresa di Gallura. Il sottile veleno delle insinuazioni di Iago spinge il valoroso condottiero dell'esercito veneziano verso il baratro della follia, mettendo a nudo tutta la fragilità umana sotto la scorza del guerriero: la tragedia del Bardo indaga il lato oscuro dell'animo umano.
Sotto i riflettori Filippo Dini e Antonio Zavatteri, accanto a Giulia Eugeni, Roberto Serpi, Alberto Giusta, Mariella Speranza, Massimo Brizi e Cristina Pasino per un emozionante viaggio nei labirinti della mente e del cuore, sui sentieri dell'inquietudine e della paura, tra passioni contrastanti, amore e amicizia, tradimenti e menzogne e la pericolosa ambiguità delle parole, capaci di corrompere e macchiare l'innocenza, di adulare, sedurre e ingannare. La cupa vicenda del Moro di Venezia rivive tra le suggestioni di un Vicino Oriente in bilico fra passato e presente, tra la gloriosa repubblica veneziana e l'eco di più moderne battaglie, in un avamposto dell'Occidente tra le armate di un potenziale, temibile “nemico” per antichi e nuovi scenari di guerra.
Uno spazio senza tempo, evocativo e indefinito, in cui si celebra l'eterno e irrinunciabile gioco delle armi, efficacemente suggerito dalle scenografie e dai costumi di Catherine Rankl, con le luci di Sandro Sussi a scolpire corpi e paesaggi e le musiche di Andrea Nicolini per sottolineare l'azione e gli stati d'animo dei personaggi, le dinamiche di una tragedia annunciata.
Il seme del sospetto mette radici nella mente di Otello, gli antichi pregiudizi su differenze sociali e culturali, smentiti dalla riuscita di un matrimonio d'amore contro le convenzioni, riaffiorano ad oscurare il sole di quella (in)giustificata felicità. La fortezza sull'Isola, avamposto di una guerra tra Oriente e Occidente, in cui si ripete e perpetua un simbolico scontro tra civiltà, diventa teatro di una vicenda efferata.
Una tragedia evitabile, come le innumerevoli simili tragedie, tragici epiloghi di catene di violenza imposte nel nome di un preteso amore, come affermazione di un inesistente diritto di possesso, che lasciano comunque ferite indelebili sull'anima.
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