Cento milioni per la sanità privata
Firmato il contratto: confermati per le Asl i tetti di spesa dell’anno scorso
CAGLIARI. La sanità privata avrà dalla Regione gli stessi soldi del 2015: poco più di 99 milioni. Il contratto è stato firmato, in questi giorni, fra l’assessorato alla Sanità e le associazioni delle case di cura, dopo il via libera della Giunta. Ognuna delle quattro Asl, in cui sono presenti strutture private accreditate, o meglio ancora convenzionate, avrà a disposizione un tetto massimo di spesa per i rapporti con le cliniche. L’Asl 1 di Sassari non potrà superare gli 8 milioni e 900mila euro nei rapporti con il Policlinico sassarese. Quella di Lanusei poco meno di 5 milioni e mezzo col «Tommasini». Intorno ai 10 milioni sarà il budegt dell’Azienda di Oristano per le prestazioni fornite dalla casa di cura «Madonna del Rimedio». La fetta più grande è stata assegnata all’Asl 8 di Cagliari, con ben 41milioni destinati al gruppo Kinetika Sardegna, che gestisce il Policlinico e la Casa di cura Sant’Elena, a Quartu, la clinica San Salvatore, appena riaperta, e la «Lay», a Cagliari. Il resto dell’accreditamento dovrà essere suddiviso fra le strutture private Sant’Anna (5 milioni e 700mila), Sant’Antonio (9 milioni), Villa Elena (6 milioni e 600mila), e Decimo (12 milioni). Va detto che i tetti di spesa – com’è scritto nella delibera – dovrebbero rimanere gli stessi fino al 2018. «Perché preso atto che è in corso la riorganizzazione della rete ospedaliera – si legge – è stato ritenuto opportuno confermare i criteri dell’anno precedente». E in effetti è la tabella allegata conferma che il 95 per cento del «tetto» è «stato calcolato sullo storico», cioè sui vecchi pagamenti. Solo il 5 per cento è vincolato alla cosiddetta appropriatezza: sono i controlli che, di mese in mese, saranno effettuati dalle Asl soprattutto sui ricoveri nelle cliniche private. In altre parole, dovrà essere più stringente la verifica sulle spese di cui è chiesto il rimborso al sistema sanitario regionale. Stando alle mappe del piano di riorganizzazione della rete ospedaliera, la sanità privata dovrà garantire una dotazione massima di 1.146 posti letto, con 697 per gli acuti e 449 destinati alla riabilitazione. Bisognerà vedere, alla fine, quale resterà il peso della sanità privata sul sistema con l’inaugurazione del Mater Olbia e cosa accadrà nei prossimi due anni che dovrebbero essere decisivi per riportare in equilibrio i conti delle Asl. Stando a una recente indagine, le strutture private incidono per poco più del 15 per cento sul costo totale della spesa sanitaria per quanto riguarda i ricoveri. Con questo particolare: i sardi preferiscono ancora la sanità pubblica, liste d’attesa a parte.
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