La Nuova Sardegna

Schianto contro il toro sulla 131, i parenti della vittima: «Assurdo morire così»

di Gianna Zazzara
Schianto contro il toro sulla 131, i parenti della vittima: «Assurdo morire così»

Familiari e amici sotto choc: «Chi ha sbagliato deve pagare». Fabio Settembrini accompagnava in auto il cognato in ospedale a Nuoro

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NUORO. Fabio è morto schiacciato. Il toro che l’altra sera ha investito sulla statale 131 dcn, all’altezza del bivio di Macomer, prima è rimbalzato sul cofano, poi è finito sulla cappotta della sua Audi station wagon. Fabio è morto così, sul colpo, schiacciato sul sedile dell’auto, sotto il peso di un toro di oltre due quintali. «Non si può morire così», dicono gli amici, chiusi nel loro dolore. «Non ci sono parole per commentare una morte così assurda», ribadisce tra le lacrime e mordendosi le labbra dalla rabbia una sua amica mentre esce dal reparto di neurochirurgia dell’ospedale San Francesco, dove sono ricoverati la mamma e il fratello della fidanzata di Fabio, che domenica notte viaggiavano con lui. «Mi auguro che qualcuno paghi per tutto questo dolore», ripete più volte la ragazza mentre si allontana tra le braccia del fidanzato.

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I feriti. Maria Teresa Zirattu, 58 anni, e Alessio Cuccu, di 35, la mamma e il fratello della fidanzata di Fabio, da domenica notte sono ricoverati al reparto di neurochirurgia dell’ospedale di Nuoro: sono sotto choc, ma non in pericolo di vita. Le ferite al corpo guariranno presto, meno quelle all’anima: per loro Fabio era un figlio, un fratello. Ieri, al San Francesco, infermieri e medici hanno fatto loro da scudo. «Non vogliono parlare con nessuno – ha detto gentilmente un’infermiera – La signora è ancora sotto choc, non riesce a smettere di piangere». I genitori e la sorella di Fabio, invece, arriveranno da Cosenza solo questa mattina, con tutta la loro disperazione.

La vittima. Fabio Settembrini aveva 32 anni. Da quattro anni viveva a Macomer con la sua fidanzata, Valeria, che aveva conosciuto durante una vacanza in Ogliastra. Lui, originario di Cosenza, si era innamorato follemente di quella ragazza e si era trasferito in Sardegna. A Cosenza aveva lasciato i genitori e una sorella. Fabio e Valeria stavano per realizzare il sogno della loro vita: tra qualche settimana avrebbero aperto un autonoleggio, un lavoro sicuro per pensare al matrimonio e alla famiglia. Nella notte tra domenica e lunedì i loro sogni si sono infranti contro un animale che camminava tranquillamente lungo la 131 dcn, in una notte buia e piovosa.

L’incidente. Sull’Audi, con Fabio viaggiavano Maria Teresa Zirattu, 58 anni, e Alessio Cuccu, di 35, la mamma e il fratello della sua fidanzata. Stavano andando a Nuoro, al pronto soccorso, perché Alessio aveva avuto un malore. Da Macomer ci vuole appena mezz’ora per arrivarci. All’improvviso, all’altezza dello svincolo per la statale 129, un toro si è materializzato davanti all’auto. Fabio se n’è accorto ma non è riuscito ad evitarlo, nonostante una manovra disperata e un tentativo di frenata. Fabio è morto sul colpo mentre l’auto ha proseguito la sua corsa per oltre 300 metri prima di schiantarsi sul guard rail, sul lato destro della strada.

La nuova tragedia. È l’ennesima che capita sulla 131 dcn, una statale dove è frequente incontrare tori, mucche e cavalli usciti dai recinti. In molti punti, infatti, non c’è neanche una rete metallica che metta al riparo gli automobilisti da questi pericoli. «Questo è il vero problema – conferma il comandante provinciale della polstrada Guido Coppola – I nostri uffici lo hanno segnalato più volte all’Anas. L’anno scorso una ragazza è morta dopo aver investito un cavallo». Ora la polizia stradale sta cercando di risalire al proprietario del toro. L’operazione è resa difficile dal fatto che l’animale non aveva la placca di riconoscimento, né sotto la lingua né sul padiglione auricolare. «Ma non è impossibile, lo troveremo», assicura Coppola.

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