A enti e società i 620 milioni per la rinascita del Sulcis
CAGLIARI. Enti locali, consorzi e società sono i protagonisti dei circa 70 interventi inseriti nel Piano Sulcis e della spesa di fondi pubblici che ammontano a circa 620 milioni di euro. Anche se non...
CAGLIARI. Enti locali, consorzi e società sono i protagonisti dei circa 70 interventi inseriti nel Piano Sulcis e della spesa di fondi pubblici che ammontano a circa 620 milioni di euro. Anche se non in modo esclusivo, si tratta di investimenti in infrastrutture e bonifiche che spaziano da importi modesti a decine di milioni di euro. Le risorse assegnate agli Enti Locali ammontano a oltre 130 milioni di euro, pari a un quinto del totale per un totale di 35 progetti. Le società di capitale a controllo pubblico sono titolari dell’attuazione di 17 interventi finanziati con circa 195 milioni di euro, pari al 30% del totale.
«I 620 milioni di euro del Piano Sulcis sono stati tutti delegati, fino all'ultimo centesimo». Lo afferma Tore Cherchi, coordinatore del Piano varato alla fine del 2012 per risollevare le sorti economiche e sociali di un territorio in agonia. Venerdì 12 nella sede della presidenza della Giunta, a partire dalle 8.30, verrà fatto il punto sul Piano Sulcis in occasione della riunione convocata dal governatore Pigliaru e alla quale parteciperanno i sindaci e i sindacati. Ma chi sono i soggetti attuatori dei circa 70 interventi inseriti nel Piano? Tra le società pubbliche spiccano Anas, Igea Sotacarbo. La Regione è invece soggetto attuatore di interventi per 66 milioni di euro, mentre lo Stato gestisce, attraverso il Mise, la Zona Franca Urbana che sta erogando 125 milioni di euro di detrazioni fiscali in favore delle micro-piccole imprese artigiane e del piccolo commercio e, attraverso Invitalia, 105 milioni per contratti di sviluppo in maggior parte già impegnati. Nel quadro finanziario compaiono infine i primi investimenti privati. Fra questi, due contratti di sviluppo (Eurallumina già deliberato e Bioedilizia in istruttoria), nove iniziative in agroalimentare e turismo e due interventi di bonifica (Alcoa e Portovesme, risorse tutte private per circa 50 milioni di euro).
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