Comuni e sindacati bocciano la Finanziaria
Critici Anci e Cal: poche risorse agli enti locali. All’attacco Cisl, Cgil e Ugl: una manovra inadeguata
CAGLIARI. A parte le tasse maggiorate, il caso è ancora aperto, sulla bozza della Finanziaria cominciano a sparare tutti. Nessuno pare essere soddisfatto della bozza licenziata dalla Giunta e all’esame della commissione Bilancio del Consiglio.
Giudizio sospeso. È stato quello del Consiglio delle autonomie locali, che in un lungo documento ha scritto: «Non possiamo essere d’accordo soprattutto sulle risorse scarse stanziate per non far scomparire i piccoli Comuni». Senza nascondere la soddisfazione per la conferma dei trasferimenti dalla Regione, intorno ai 600 milioni, il Cal presieduto da Giuseppe Casti ha scritto che «i sindaci si sarebbero aspettati molto di più negli interventi contro lo spopolamento e le povertà estreme. Sono i due grandi problemi con cui noi combattano ogni giorno e in questa lotta non possiamo essere lasciati soli». Il Cal ha inviato due fogli di osservazioni, per scrivere nelle ultime righe: «Se non saranno accolte, il nostro parere non potrà essere positivo». Dal canto suo, l’Associazione dei Comuni, l’Anci, si è schierata a favore di «qualunque tentativo destinato a evitare l’aumento delle tasse regionali».
Giudizio negativo. Continua a essere quello dei sindacati. Il segretario regionale della Cisl, Oriana Putzolu, ha scritto: «È una Finanziaria assolutamente inadeguata per aggredire i problemi. Oggi la Sardegna avrebbe bisogno di un Job Act targato Quattro Mori ma non c’è traccia in nessun documento. Poi di un’azione politica forte a Roma per risolvere le grandi vertenze industriali da anni ferme sui tavoli del Governo». Sempre sulle politiche per il lavoro, anche la Cgil non è d’accordo: «Gli stanziamenti sono soprattutto fondi europei – ha scritto il segretario regionale Michele Carrus – e quelle poche azioni proposte sono le stesse che in un recente passato si sono rivelate inefficaci, mentre servirebbero progetti dagli effetti immediati. La soluzione passa attraverso i cantieri e le opere pubbliche. E vero che a due queste due voci la Finanziaria destina risorse importanti, ma resta elevato un rischio: saranno spese?». Drastico è stato il giudizio anche di Sandro Pilleri, segretario dell’Ugl: «È una manovra inadeguata e inefficace, Sono assenti interventi straordinari per i giovani e nulla sembra esserci per invertire la rotta della deriva sociale ed economica».
Giudizio pessimo. È arrivato dagli armatori della pesca, che sono arrivati a dire, davanti alla commissione del Consiglio: «È offensivo lo stanziamento di appena centomila euro per i danni causati dai delfini. Con una flotta di mille barche, vorrebbe dieci euro a imbarcazione e a questo punto è inutile persino istruire le pratiche».
Giudizio preoccupato. Sempre nell’aula della commissione Bilancio, è stato quello delle associazioni dello spettacolo. «Senza uno stanziamento di 10 milioni – hanno detto i portavoce – rischiamo di scomparire. Nella Finanziaria, la dotazione sembra essere di 7 milioni e mezzo, ma in realtà sono soltanto 5 e se così fosse vorrebbe dire la scomparsa della cultura».
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