Forza Italia, a Cagliari niente simbolo
Nel capoluogo i berlusconiani verso l’appoggio a Massidda. A Olbia non rientra la fronda anti Nizzi
CAGLIARI. Comunali, Forza Italia sta per decidere e il sigillo di Berlusconi è in arrivo: lista civica a Cagliari, partito e simbolo a Olbia. È molto più complicato svelare invece a fianco di quali candidati-sindaci si schiererà il partito in primavera. A Cagliari la scelta è fra l’ex parlamentare Piergiorgio Massidda e il deputato Pierpaolo Vargiu, col primo in vantaggio anche se le controindicazioni sono ancora molte e tutte interne. Il coordinatore cittadino, Stefano Tunis, è fra i grandi sostenitori dell’accordo con Massidda, mentre il provinciale, Alessandra Zedda, sarebbe meno entusiasta. A Olbia il prescelto dovrebbe essere Settimo Nizzi, è lui il vincitore del sondaggio fra gli elettori, ma sul nome del deputato il partito non è ancora compatto e le mediazioni sono in corso per evitare altri strappi in questi mesi.
Strategia 1. A proporla a Silvio Berlusconi è stato il coordinatore regionale Ugo Cappellacci. In un incontro conviviale, ad Arcore, l’ex presidente della Regione ha detto chiaro che «trovare un nostro candidato-sindaco per Cagliari non è facile». Anzi, quasi impossibile visto che con l’altro uomo forte del partito, l’eurodeputato Salvatore Cicu, il dialogo si è interrotto da tempo e non c’è più il tempo per aprire nuove trattative. Dunque, bisognerà virare su chi – nell’area del centrodestra – è già in campo. Ma scegliere fra Massidda e Vargiu è complicato. Il primo finora ha detto che, nella sua variegata coalizione civica, non vuole i partiti e, a quel punto, Forza Italia sarebbe costretta a rinunciare al simbolo e sottostare alle condizioni dettate dell’ex parlamentare. Il rischio di perdere l’identità è alto ma Cagliari potrebbe essere il laboratorio giusto per sperimentare quanto potrebbe accadere presto a livello nazionale. Come lealtà, Vargiu è considerato più affidabile, ma il partito non vuole ripetere l’errore del 2011, quando appoggiò il nome proposto dai Riformatori, è lo stesso di Vargiu, per poi uscire sconfitto dal ballottaggio. No, stavolta vuole riprendersi la roccaforte cagliaritana e da lì ripartire per puntare, nel 2019, alla rivincita nelle Regionali semmai con una donna candidato-presidente. «Per Cagliari al momento sono in campo tutte le ipotesi – ha detto Cappellacci – Una lista caratterizzata in modo forte a livello locale, non ci dispiace. Un conto però è avere la deroga sul simbolo, sul resto siamo ancora lontani e pensiamo sempre a ricompattare il centrodestra».
Strategia 2. Il caso Olbia sulla carta potrebbe sembrare meno complicato, ma i dissidenti – che non riconoscono Nizzi come leader – oggi sembrerebbero avere più voce in capitolo del previsto e la partita di fatto è riaperta. A Olbia le liti interne – secondo Cappellacci – non avranno la meglio. «Il dibattito è sempre stato acceso dentro Forza Italia. La sintesi perfetta non si trova mai e credo non ci sia nulla di nuovo sotto il sole. Rispetto a chi porta avanti le proprie convinzioni, però ho una responsabilità più grande, quella di guidare il partito in Sardegna».
L’attesa. Tra una settimana, al massimo dieci giorni, arriverà da Arcore la risposta definitiva su simboli, liste e sindaci».
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