Da sinistra è un fiume di critiche
Pd, Sel e Pigliaru: tutti uniti contro le sparate del politico padano
CAGLIARI. Bastasse una felpa. «Salvini non ha capito dove si trova: non è sufficiente mettersi un maglione colorato per parlare ai sardi». Il segretario del Pd, Renato Soru, ha replicato così al leader della Lega. «Non si può venire a dare ricette in una terra che fino all’altro ieri si disconosceva: non ricorda Salvini quando il suo slogan era “prima il Nord”? O gli insulti ai giovani del Sud, i cori contro i meridionali?». Poi ha continuato «sui migranti, non fa che dare libero sfogo alla sua dubbia strategia politica: aizzare le paure e istigare l’odio. Chi cerca il consenso facile, sappia che dietro la sua impalcatura di urla non c’è una proposta». Sempre dal Pd è arrivato il commento del capogruppo in Consiglio, Pietro Cocco ha detto: «Con la sua penosa uscita sulle adozioni gay, si è confermato un comico di quart’ordine che non fa ridere nessuno. Perché questo è lo spessore del signorotto lombardo, uno che trascura il suo lavoro di europarlamentare per piombare da vicerè e lanciare becere battute e seminare razzismo». Con un chiusura secca: «Per quanto la nostra isola sia terra di accoglienza, a tutto c’è un limite e facciamo nostre le parole dello stesso leghista: se proprio non può fare a meno di dire corbellerie, faccia pure, ma resti a casa sua». Su Facebook il consigliere comunale Francesca Ghirra (Sel) ha postato: «Se vivessimo in un Paese civile uno che predica odio e xenofobia verrebbe bandito». Lapidario e ironico il commento del governatore Francesco Pigliaru su Twitter: «Ho capito che sulle adozioni io e Salvini la pensiamo in modo diverso, dovrò farmene una ragione».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google