La minoranza: «Noi in buona fede»
Alà, i consiglieri avevano votato sì al progetto bloccato dal giudice
DEI SARDI. La vicenda del fotovoltaico ad Alà aveva messo d’accordo maggioranza e opposizione. Tutti uniti per un’opera che avrebbe fatto del bene, come detto dal sindaco Mario Carta, alla comunità. Ma le cose sono andate male, perché l’opera è stata bloccata, l’amministratore unico della ditta appaltatrice è finito sotto processo ed è stato condannato in primo grado. Ma un secondo procedimento è partito e coinvolge l’intero consiglio comunale per reati di falso. Proprio i consiglieri di minoranza (Salvatore Piras, Francesco Ledda, Giampiero Brundu e Giovanni Nieddu, difesi dai legali Fabrizio Deiana e Marco Piras), intervengono per sottolineare che intendono «precisare che nella votazione del consiglio comunale del 29 novembre 2012, è stato da noi espresso un parere politicamente favorevole in assoluta buona fede, sulla base di informazioni successivamente rivelatesi errate, ricevute durante la seduta consiliare straordinaria». «Nonostante le nostre richieste – proseguono i quattro – non ci è stata mostrata la documentazione relativa alla realizzazione dell’impianto fotovoltaico da noi richiesta e mai presentata in consiglio dalla maggioranza. Nel corso della seduta è stata fornita ampia rassicurazione sulla regolarità dell’opera da realizzare. Nessuno di noi era a conoscenza, al momento del voto, che l’area su cui doveva sorgere l’impianto era sotto sequestro nè che i lavori di realizzazione erano iniziati ben prima della seduta stessa».
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