Salvini, scontri tra polizia e antagonisti
Cagliari, lanci di uova e slogan contro il leader leghista. Carica degli agenti e lancio di lacrimogeni, denunciati due giovani
CAGLIARI. Il corteo era stato autorizzato, le uova-bomba gonfiate con la vernice no e neanche quel timido tentativo di far saltare lo sbarramento di sicurezza fra loro e Salvini. Gli antagonisti sardi, come si sapeva, sono scesi in piazza per contestare a più non posso «chi incarna la deriva razzista e xenofoba in Italia» ed «è un fascista nemico della Sardegna». I manifestanti in corteo hanno attaccato con gli slogan la loro marcia, poi quando, secondo la polizia hanno esagerato fino a far esplodere una bomba-carta, sono stati dispersi con una carica di alleggerimento rinforzata da alcuni lacrimogeni. Le avvisaglie della tensione c’erano state dal mattino, nel quartiere blindato di Sant’Avendrace. Intorno alle 9 – un’ora prima dell’arrivo di Salvini, polizia e carabinieri avevano intercettato un furgone carico di fumogeni, una mazza da baseball, striscioni con l’anima in metallo e molte arance. Doveva essere quello l’arsenale del corteo, secondo la questura. Chi era a bordo del Ducato parcheggiato in una traversa – due disoccupati cagliaritani , 40 e 26 anni – è stato denunciato. Oltre metà di viale Sant’Avendrace è rimasto off limits per tutta la giornata: chilometri di transenne, quattro blindati e un massiccio servizio d'ordine, con gli agenti in tenuta antisommossa. Davanti a questo schieramento, un centinaio di ragazzi del coordinamento antifascista e altri movimenti della sinistra hanno iniziato a inveire contro il leader del Carroccio, che era 400 metri più in là, al sicuro, sotto i portici. Gli slogan «Odio la Lega», «Salvini non sei sardo ma solo un bastardo». A mezzogiorno c’è stato un tentativo di forzare il blocco, annunciato dal lancio delle uova, una decina, caricate con vernice rossa, e planate ed esplose su scudi e caschi. A quel punto è partita la carica, insieme ai lacrimogeni sparati «a candela», che ha fatto arretrare gli antagonisti. Nella ritirata, chi aveva il passamontagna in volto ed era nelle seconde file del corteo, ha lanciato una bomba carta e danneggiato due bancomat, poi la situazione è tornata alla normalità senza che neanche partisse la seconda manifestazione, non autorizzata, fino all’albergo del comizio di Salvini. Che dirà sugli incidenti: «La prossima volta, voglio andare in piazza, per dimostrare che anche Cagliari è democratica e non ha bisogno di strappare poliziotti e carabinieri dal loro dovere, raccattare immigrati e spacciatori, per tenere a bada poche zecche rosse, imbecilli e figli di papà».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
