Cabiddu e Pau propongono i loro film al Market della Berlinale
BERLINO. Come ogni grande festival, anche quello di Berlino, in corso nella città tedesca sino al 21, affianca al programma delle varie sezioni uno spazio dedicato al mercato. Così per tutta la...
BERLINO. Come ogni grande festival, anche quello di Berlino, in corso nella città tedesca sino al 21, affianca al programma delle varie sezioni uno spazio dedicato al mercato. Così per tutta la durata della manifestazione film commission, produttori, distributori, si troveranno spesso impegnati all'European Film Market della Berlinale, dove saranno anche diversi i lungometraggi italiani proposti con proiezioni ai buyer internazionali. Tra questi anche due film girati in Sardegna e da registi sardi: “La stoffa dei sogni” di Gianfranco Cabiddu e “L'Accabadora” di Enrico Pau. Il primo segna il ritorno di Cabiddu al cinema di finzione che unisce in questo lavoro la sua passione per Shakespeare e quella per Eduardo De Filippo, con il quale ha avuto anche la fortuna di collaborare. Nasce così “La stoffa dei sogni”, liberamente ispirato a “L’Arte della Commedia” del drammaturgo napoletano e alla sua traduzione della “Tempesta” del poeta inglese. Il film, che ha avuto la sua anteprima all'ultima Festa del cinema di Roma, narra le vicende di una modesta compagnia di teatranti che naufraga con dei pericolosi camorristi sulle coste dell’Asinara, quando l'isola è ancora un carcere. Protagonisti sono Sergio Rubini, Ennio Fantastichini, Renato Carpentieri e Teresa Saponangelo. “L'Accabadora” di Enrico Pau è invece ambientato in Sardegna, negli anni Quaranta, e ha come protagonista Annetta (interpretata da Donatella Finocchiaro), una donna solitaria che aiuta a morire chi soffre.
Tra le altre proposte degli esportatori al mercato della Berlinale si possono segnalare “Per amor vostro” di Giuseppe Gaudino, “Non essere cattivo” di Claudio Caligari, “Lo chiamavano Jeeg Robot” di Gabriele Mainetti, “Bella e perduta” di Pietro Marcello. (f.c.)
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