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Cristina D’Avena: «Con me si ritorna bambini»

Cristina D’Avena: «Con me si ritorna bambini»

Oggi tra gli ospiti della serata finale ci sarà anche la regina delle più popolari serie televisive di cartoon

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SANREMO. Al Festival è l'anno dei cartoni animati. Non ci sono solo gli Zero Assoluto che hanno scelto per la cover Goldrake, ma a sparigliare le carte, e soprattutto la tradizione sanremese, arriva come ospite la regina delle sigle: Cristina D'Avena che stasera sarà sul palco. A portarla in trionfo all'Ariston è stata una petizione partita dal web e dai social due anni fa con All Music Italia. E così al grido di #cristinadavemaasanremo, è sbarcata in Riviera. «Oddio, stento a crederci anche io di essere stata invitata da Carlo Conti... non pensavo che i miei fan potessero tanto. Appartengo a un mondo diverso, è un po’ strano essere qui, ma molto emozionante e quando l'ho saputo mi si è fermato il cuore in gola», dice Cristina che non rinuncerà a essere se stessa.

«Non farò niente di diverso da quello che ci si aspetta da me. Sono stata chiamata a Sanremo, che io adoro, come Cristina D'Avena e sarò Cristina D'Avena con il repertorio che mi caratterizza da una vita. E poi quest'anno è l'anno dei cartoni al Festival: significa che sono un divertimento per tutti».

E allora c'è da aspettarsi di sentir risuonare all'Ariston le note dei Puffi, o quelle di Kiss me, Kiss me Licia, magari in una versione a tempo di rock'n'roll. O chissà se la scelta non possa cadere su Bambino Pinocchio, la prima canzone dei cartoni con la quale si è cimentata. «Andai a fare un provino a Milano un po’ per gioco, andavo ancora a scuola e la mia idea era di fare il medico come mio padre. Pensare che mi mancano solo pochi esami per la laurea...».

Il festival, comunque, è sempre il festival e un po’ di paura la fa: «Ho paura di commuovermi, e ovviamente delle scale. Ma quello che vedrete è la Cristina che durante i live fa saltare gli spettatori, li fa emozionare. Sono un animale da palcoscenico», dice D'Avena che davanti ai microfoni ha imparato a starci dall'età di 3 anni, da quando allo Zecchino d'Oro cantò “Il valzer del moscerino”. «Mai sentito in tutti questi anni l'esigenza di fare altro. Qualche proposta mi è anche arrivata, ma accettare di cambiare avrebbe significato di tradire il mio pubblico. Faccio parte della loro infanzia e della loro vita. Lo so – aggiunge ancora la cantante – che qualcuno potrebbe non credermi ma io sono davvero felice di far sentire tutti un pò più bambini con le sigle dei cartoni».

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