Scuola svizzera nell’isola: accordo chiuso a Losanna
CAGLIARI. Ora si fa sul serio: dopo il progetto-provocazione di una Sardegna che aspira a diventare parte della Svizzera, l’associazione Canton Marittimo ha chiuso a Losanna l’accordo per realizzare...
CAGLIARI. Ora si fa sul serio: dopo il progetto-provocazione di una Sardegna che aspira a diventare parte della Svizzera, l’associazione Canton Marittimo ha chiuso a Losanna l’accordo per realizzare nell’isola una scuola turistica internazionale sul modello di quella elvetica, una delle più prestigiose al mondo. C’è anche un’idea su dove metterla in piedi: l’area della Fiera Campionaria di Cagliari, che verrebbe attrezzata come campus universitario.
Due anni di incontri. È il primo frutto di due anni di incontri e contatti, che i promotori del progetto Canton Marittimo portano a casa seguendo un percorso anche istituzionale: mercoledì scorso nel capoluogo del Canton Vaud, alla sede della Camera di Commercio, c’erano anche i presidenti di Confindustria Alberto Scanu, Agostino Cicalò e Alberto Bortolotti di Confcommercio e Gianfrancesco Lecca di Confapi.
L’associazione svizzera. A fare gli onori di casa è stata la gemella svizzera dell'associazione sarda fondatrice, la Société Suisse Sardaigne Canton Maritime, che ha organizzato il programma della giornata e ha fatto da catalizzatore negli incontri tra i rappresentanti sardi e i loro omologhi svizzeri del Canton Vaud. Si è parlato - informa una nota stampa - delle reciproche dinamiche operative e ci si è accordati per definire un progetto di cooperazione e scambi economici e culturali. La scuola di turismo. L'evento più significativo della giornata è stata la visita all'École Hôtelier de Lausanne, la scuola di discipline del turismo più prestigiosa del mondo. Nel corso del pranzo di lavoro, Andrea Caruso ha avuto un lungo colloquio col responsabile delle relazioni esterne e del marketing Olivier Roux e con Alexia Muteke del dipartimento di consulenza agli affiliati, seguito da una presentazione del progetto di apertura di una scuola turistica internazionale in Sardegna affiliata alla EHL. Il patto. «L'Associazione Sardegna Canton Marittimo, insieme a Confcommercio, Confindustria e Confapi - informa ancora la nota - hanno siglato un patto per procedere nella realizzazione di questo progetto, ritenuto da tutti di straordinaria importanza culturale, strategica e economica». I colloqui riprenderanno con la presentazione di un business plan a cui lavoreranno insieme le organizzazioni proponenti.
La visita nell’isola. Per fine febbraio Canton Marittimo riceverà in Sardegna il vice presidente dell'associazione svizzera Daniel Trolliet per un programma di incontri e una conferenza che si terrà nel pomeriggio del 26 febbraio alla sede della Confcommercio di Cagliari. Insomma, il lavoro va avanti e secondo i promotori di Canton Marittimo esistono le condizioni per mettere in cantiere altre inziziative di scambio e di collaborazione, con grandi vantaggi per la Sardegna. «Siamo persone diverse, con ruoli diversi, diversi obiettivi ed esigenze - ha spiegato Caruso - ma abbiamo un comune desiderio: vivere in una Sardegna che metta a frutto il proprio potenziale.Questo desiderio diventa l'obiettivo prioritario condiviso e per perseguirlo scegliamo di procedere uniti, mettendo da parte protagonismi, esigenze e obiettivi individuali o di categoria, perché siamo consapevoli che uniti si portano a casa risultati migliori e da quei risultati si raccoglie tutto il resto.
L’origine dell’iniziativa. Nata quasi per scherzo su iniziativa del medico odontoiatra cagliaritano Andrea Caruso, l’Associazione Sardegna Canton Marittimo è passata rapidamente dalla fase della proposta di un’isola vicina alla Svizzera e al suo modello istituzionale ed economico a quella del rapporto diretto con la realtà del Canton Vaud, di cui è capitale Losanna, sulla spinta di un successo mediatico straordinario, partito dai social network.
I progetti. L’accoglienza svizzera è stata entusiastica fin dai primi contatti: subito progetti e idee per consolidare il rapporto, scambi di informazioni e un calendario di incontri sempre più fitto. La Regione ha finora svolto il ruolo di spettatrice interessata, ma l’appoggio diretto di Confindustria e delle altre associazioni imprenditoriali potrebbe favorire l’interesse della massima amministrazione sarda. (m.l)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
