La Nuova Sardegna

«Anche i nostri figli sono vittime»

di Stefania Vatieri

Le madri: solidali con la 12enne, ma quella lista colpisce tantissimi innocenti

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Ecco il testo della lettera, firmata, inviata da un gruppo di genitori dei ragazzi inseriti nella lista di presunti bulli.

Noi genitori non ci stiamo e condanniamo come si sono svolte le cose. Si sta facendo confusione attorno ad un fatto di bullismo subdolo che ha coinvolto una dodicenne, una "nostra" figlia. Nostra perché tutti i bambini sono uguali e sono figli. Per invidia è stata denigrata ripetutamente, da anni, senza che nessun adulto intervenisse prima. Bullismo da parte di false amichette che, invidiose della sua bellezza, altro non potevano attaccare se non la sua persona ricoprendola di cattiveria umana. Bambine che, accanto a lei ogni giorno, insicure e fragili, mai rassicurate sulla loro bellezza, hanno preferito infierire e svenderla agli altri che hanno ripetuto la stessa frase: "porta iella". La madre, disperata ed esausta, ha deciso non di parlare del fatto ad adulti sordi e ciechi, che coprono piuttosto che affrontare, ma di indicare alla figlia di scrivere sul suo cellulare, tutti (ma proprio tutti) i nomi che le amichette le avrebbero fatto, come in un gioco di difesa e di attacco. Un gioco che da lì a poco si sarebbe trasformato in un vero incubo per tutti. La lista doveva contenere i nomi di chi si toccava per scaramanzia e non solo di chi diceva "toccatevi che porta iella". Fino a mettere nomi di chi, antipatico o sgradito ai piccoli "segnalatori" poteva essere danneggiato, seppure totalmente estraneo ai fatti. Condividiamo il dolore della bambina e la preoccupazione dei genitori, ma ora anche noi siamo vittime dei bulli che si scagliano contro i nostri figli che non sanno ancora che cosa hanno fatto, perché a molti di loro i genitori non l'hanno spiegato e la scuola ha aggirato l'ostacolo mettendoli alla gogna senza approfondire la situazione e affrontare apertamente il fenomeno bullismo.

Queste bambine/bambini hanno messo nella lista anche loro coetanei che non conoscevano la bambina vessata. La madre poi ha consegnato la lista alla Questura che - con estremo equilibrio ed attenzione - a sua volta ha informato i dirigenti delle scuole coinvolte raccomandando che il tutto fosse svolto e verificato in anonimato e delicatezza, perché il tema del bullismo è comunque un tema delicato. Alcune presidi si sono mossi secondo le indicazioni, altri, presi dal panico e dall'allarmismo, hanno convocato immediatamente il giorno dopo i genitori dei bambini "indagati", o meglio, considerati indagati perché inseriti nella lista prodotta dalle bambine. Indetta riunione straordinaria urgente, con atmosfera inquisitoria, aprendo il libro nero sono stati detti i nomi dei "bulli" e dichiarato che la scuola avrebbe preso provvedimenti. Ma contro chi e per cosa? Ecco come in un attimo si sono formate altre vittime. Allora tra i numeri sui giornali, vogliamo aggiungere oltre a quelli di chi è vittima di bullismo, anche quelli dei denunciati ingiustamente. Quando poi si individueranno i veri "colpevoli", chi chiederà scusa agli innocenti, presi come scudo per nascondere i veri bulli, i veri malati, quelli che non sono sulla lista delle bambine, ma si troveranno sui social network, per nulla scalfiti da tutto ciò? La nostra preside farà poi una riunione per dire come si sono svolte le cose e come purtroppo sono stati messi di mezzo bambini innocenti che nel frattempo sono stati considerati "bulli", "carnefici", "merde", così come noi genitori su Fb . Parlerà ancora a noi genitori per aiutarci a risanare le ferite di un'ingiustizia terribile che ci ha tolto il sonno, la serenità e la fiducia verso le istituzioni? E poi l'Osservatorio sul Bullismo parlerà di tutti gli aspetti del bullismo? Insegnerà agli "adulti" a non alimentare il bullismo, facendo segnalare persone che non c'entrano niente con la cattiveria umana? Perché così facendo si legittima un bullismo che dice "mi sei antipatico e ti odio e così ti metto nei casini e ti dimostro che di te faccio quello che voglio".

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